Sono 16 i ricorrenti, tra docenti universitari, economisti, rappresentanti della società civile che hanno depositato presso il Tribunale di Bari il ricorso contro la legge elettorale approvata nelle scorse settimane. Tra i ricorrenti ci sono Vincenzo Augusto, Luciano Canfora, don Angelo Cassano, Tommaso Fiore e Gianfranco Viesti con il patrocinio del collegio di difesa composto dai professori emeriti dell’Università di Bari Giorgio Costantino e Trisorio Liuzzi e dagli avvocati Pierluigi Balducci, Cinzia Capano, Luca Clarizio e Luigi Paccione.
Il ricorso, depositato contestualmente ad altri 24 nelle sedi di Corte d’Appello del Paese, affronta otto motivi di incostituzionalità, tra cui ‘il premio di governabilità’ e ‘il riparto nazionale dei seggi e il rapporto tra elettori e territorio'”. Inoltre nel ricorso si evidenzia che “la nuova legge elimina il limite del 60% per ciascun sesso nelle posizioni di capolista in violazione degli articoli 3 e 51 della Costituzione, facendo mancare garanzie effettive per l’equilibrio della parità di accesso tra i sessi”.
I firmatari sottolineano che “la nuova legge elettorale tende a rafforzare il potere delle coalizioni maggiori riducendo la possibilità degli elettori di incidere direttamente sulla scelta dei propri rappresentanti e introduce un principio di governabilità estraneo alla nostra Costituzione che tende a limitare la rappresentanza, la libertà di scelta degli elettori ed il pluralismo politico”.
Sono in tutto 25 i tribunali in cui sono stati depositati in tutta Italia i ricorsi contro la legge elettorale promossi della Rete per un voto libero e uguale. “Vengono presentati in maniera simultanea – ha spiegato in conferenza stampa Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete che raccoglie una trentina di associazioni della società civile – sono ricorsi fatti su una traccia comune. E’ una cosa senza precedenti. La società civile raccoglie il bastoncino della staffetta a chi ha fatto opposizione parlamentare. I ricorrenti saranno oltre 300, il più illustre è Romano Prodi”.
“I ricorsi sono stati presentati in 25 Tribunali dove sono presenti le sedi di Corti d’Appello – ha spiegato Pietro Adami, che ha coordinato una rete di 110 avvocati – Saranno di più perché si aggiungeranno i ricorsi linguistici che interessano le minoranze linguistiche come la Valle d’Aosta e Roma per le circoscrizioni all’estero”.
“E’ stata già fissata la prima udienza sui ricorsi contro la legge elettorale per il 16 dicembre al Tribunale di Trento”, ha aggiunto Roberto Zaccaria.
“Ci auguriamo che a breve vengano fissate le altre – aggiungono – e che gli atti vengano inviati alla Consulta in tempi rapidi per avere una pronuncia prima delle elezioni”.
A Bari, intanto, è previsto un incontro pubblico “per la difesa del voto libero e uguale” e contro la riforma della legge elettorale. L’appuntamento è il 30 ottobre alle 16.30 nella sala consiliare del Comune, il convegno è promosso dall’Associazione avvocate e avvocati per la Costituzione – Rete per un voto libero e uguale.








