“Da questa mattina non c’è più nulla di acceso. Tutti gli impianti dell’area a caldo sono stati spenti”. Lo avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il direttore generale di Acciaieria d’Italia in amministrazione straordinaria Maurizio Saitta ai sindacati durante l’incontro al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione.
Le procedure di spegnimento degli altiforni sono iniziate negli scorsi giorni dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha confermato il decreto dei giudici di Milano che stabiliva lo stop dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto.
E sul piano occupazionale si fa accesa la discussione con i sindacati. “Non sono stati in grado di darci tutte le garanzie che chiedevamo in merito alle retribuzioni dei lavoratori, per cui il ministero ha deciso di riaggiornare l’incontro a martedì, ma la situazione rimane grave. Presumiamo che non ci sono le condizioni per divenire ad alcun tipo di accordo se qui non ci garantiscono un futuro per riprendere con il lavoro”, ha detto il coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom Loris Scarpa al termine dell’incontro al ministero del Lavoro riguardo l’esame congiunto della richiesta di cassa integrazione straordinaria per un massimo di 8.622 lavoratori ex Ilva, comunicata dall’azienda lo scorso 17 ottobre. “L’elemento che manca in tutta questa discussione lo capiremo domenica sera rispetto a chi si presenterà all’esito della gara – ha spiegato – ma ad oggi per noi senza una prospettiva di lavoro non ci sono le condizioni di fare altre discussioni”.







