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martedì 20 Aprile 2021
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Bari, sono 193 i positivi al coronavirus. Decaro: “Combattere come Muhammad Alì. Librerie? Non le avrei riaperte”

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Una diretta Facebook lunga 20 minuti per ringraziare i baresi, fornire qualche ulteriore dato relativo all’emergenza sanitaria in città, guardare al futuro con razionalità e dare un consiglio: non abbassare la guardia e continuare a combattere, proprio come faceva Muhammad Alì. La consueta canzone di saluto scelta dal sindaco Antonio Decaro sui social, questa volta, è quella di Marco Mengoni. Parole e musica che portano in dote, per il primo cittadino, un messaggio importante. “Questo è il momento più difficile – spiega –, dobbiamo combattere. Dobbiamo far finta di essere un ring. Muhammad Alì un giorno disse: i grandi campioni non si fanno nelle palestre, si fanno con qualcosa che hanno dentro. Un desiderio, un sogno, una visione. Così dobbiamo affrontare il virus in questa fase e come faceva Alì, dobbiamo imparare a schivare e incassare”.

Nel corso della diretta, Decaro rende pubblici i numeri del contagio in città ma prima ringrazia i cittadini per il senso di responsabilità dimostrato nelle giornate di Pasqua e Pasquetta. “Sono orgoglioso di voi – dice il sindaco -. Siete stati bravi, nonostante il sole ed i 25 gradi di lunedì. Molte volte, in questo periodo mi sono arrabbiato, questa volta sono qui per ringraziarvi. Attualmente a Bari i positivi sono 193 su 274 persone in quarantena fiduciaria. Numeri tutto sommato buoni, ma avverto una sensazione di rilassatezza che non mi piace. Il pericolo non è scampato e bisogna stare attenti. Cito il professor Lopalco: ci aspetta un’estate di sacrificio, senza movida e senza lidi affollati. Questo vivremo nei prossimi mesi, fino a quando non sarà pronto un vaccino. Ci vorrà molto tempo e sarà ancora lunga. Le nostre vite cambieranno in molti aspetti, meglio essere preparati”.

Poi il tema, di stretta attualità, delle riaperture delle librerie. “Io non le avrei riaperte – dice, senza mezzi termini, Decaro -. Il libro non mi sembra un bene di prima necessità, non è un genere alimentare e si può anche ordinare. A Bari, ad esempio, avevamo dato la possibilità della consegna a domicilio. Purtroppo il governo ha deciso così e ci dobbiamo adattare”. Infine, la solidarietà. “Le donazioni al Comune hanno superato quota 200mila euro – rivela il sindaco -. Le famiglie in difficoltà sono tante, quelle che hanno chiesto il nostro aiuto ad oggi sono circa 6mila: 3mila le abbiamo già raggiunte con buoni spesa o kit alimentari, nelle prossime ore contiamo di raggiungere anche le altre”.


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