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lunedì 19 Aprile 2021
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Puglia, emergenza coronavirus: ecco il piano strategico per la gestione delle criticità di RSA e RSSA

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Sorveglianza epidemiologica, creazione di aree Covid e assistenza sanitaria da parte degli specialisti della ASL. Sono alcuni dei punti previsti dal piano strategico emergenziale per la gestione delle criticità di RSA e RSSA. Le case di riposo, non è una novità, sono state finora l’anello debole delle catene di contenimento. La ASL di Bari ha dovuto prendere in mano la situazione con riferimento ad alcune strutture, Villa Giovanna e il centro per anziani Don Guanella, a Bari, la Nuova Fenice a Noicattaro, e il centro di Riabilitazione Giovanni II a Putignano. E ora questo modello sarà attuato anche dalle altre aziende sanitarie pugliesi.

Il piano prevede innanzitutto l’attuazione di test mediante tampone a tappeto, ripetuti dopo il quattordicesimo giorno sia per i pazienti che per il personale.

Secondo punto la creazione all’interno delle strutture di aree Covid per l’isolamento dei pazienti positivi.

Terzo punto il rafforzamento delle attività sanitarie garantite dalla ASL, con l’ausilio di operatori sanitari del servizio pubblico e soprattutto degli specialisti, tra cui geriatri, pneumologi, radiologi, igienisti e internisti.

Quarto punto l’introduzione dei protocolli di cura già sperimentati in ambiente ospedaliero: nello specifico saranno applicate sia le terapie a base di clorochina, che quelle che prevedono l’uso di eparina a basso peso molecolare.

Quinto punto la fornitura, in via del tutto straordinaria trattandosi di strutture private, di kit completi di dispositivi di protezione individuale, laddove necessari.

E infine una maggiore attenzione alla comunicazione con i parenti degli ospiti che non vedono i propri cari dal 5 marzo, eventualmente mediante l’ausilio di tablet e smartphone.

Quanto sta accadendo con tutta probabilità porterà a una rivisitazione del settore sociosanitario anche dopo la fine della fase critica. Degli errori, è evidente, ci sono stati. E fondano le radici in un’organizzazione non sempre ottimale di queste strutture. Criticità che sono emerse nel momento dell’emergenza con le conseguenze ormai sotto gli occhi di tutti.


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