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mercoledì 14 Aprile 2021
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Scuole paritarie cattoliche, ecco lo sciopero. Suor Francesca del Preziosissimo Sangue di Bari: “Invisibili per il Governo”

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Due giorni di sciopero, il 19 e 20 maggio, organizzato a livello nazionale per “protestare contro un Governo che ignora ancora una volta le scuole pubbliche paritarie, abbandonandole al proprio destino ed esponendole ad una crisi irreversibile che porterà all’inevitabile chiusura di molte di esse”. Così, in una nota congiunta, le scuole pubbliche paritarie cattoliche di Bari: istituti che curano la formazione di più di 1.000 alunni che frequentano la scuola primaria e comparto – delle paritarie a gestione privata – che accoglie quasi 1.600 bambini di scuola dell’infanzia in 20 strutture.

“In Governo ci considera come invisibili – spiega suor Francesca Palamà, preside della scuola per l’infanzia e della scuola media dell’Istituto Preziosissimo Sangue, citando di fatto l’hashtag scelto per l’iniziativa -. Vogliamo fare un rumore costruttivo ed educativo. Per questo lo sciopero non si manifesterà con l’astensione dalle lezioni che teniamo a distanza con i nostri alunni, bensì con una proposta di temi alternativi che prevede l’analisi della Costituzione italiana e un approfondimento sul diritto allo studio. Libera scuola in libero Stato, insomma”.

“In più, abbiamo pensato a un momento comune – continua suor Francesca -. Ci siamo dati appuntamento in rete, in diretta su tutte le pagine social degli istituti e sul sito della diocesi, per un incontro con Monsignor Francesco Cacucci, Padre Luigi Gaetani che è il presidente CISM Nazionale, il presidente della Regione Puglia, il garante regionale dei Diritti dei Minori e il sindaco di Bari. È fissato alle 18 di mercoledì ed è prova del nostro desiderio di raccontarci e raccontare la bellezza delle nostre realtà. Far vedere a tutti che siamo sì invisibili al Governo ma ben visibili nella quotidianità della nostra vita e nel servizio che offriamo al territorio. Uniti in un unico intento”.

L’attacco al Governo, alla luce del cosiddetto ‘decreto Rilancio’ è ben strutturato nella nota a firma comune di tutte le scuole paritarie cattoliche della città. “Le nostre scuole hanno compreso e condiviso con senso di responsabilità la condizione di difficoltà di molte famiglie abbattendo le rette scolastiche – si legge nel documento – unico contributo alla gestione degli istituti, e nel frattempo hanno continuato a pagare i propri docenti e le spese correnti. Ma il Governo invece di sostenerle per salvaguardare il Sistema Nazionale dell’Istruzione Pubblica preferisce destinare le risorse pubbliche per finanziare il ‘bonus monopattino’ o il ‘bonus vacanze’: la scuola pubblica viene dopo gli ombrelloni e le biciclette elettriche”.

“Abbiamo sempre lavorato nel silenzio, rispettando le regole e onorando il fondamentale ruolo che la Costituzione ci ha assegnato – si legge in coda alla nota -. Ma oggi abbiamo il dovere civico di non tacere di fronte all’atteggiamento politico di chi antepone l’ideologia agli interessi delle famiglie, delle giovani generazioni, del futuro del nostro Paese”.


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