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Covid e smart working: in Puglia ancora a casa il 41% dei lavoratori, quasi tutti in sede nelle Marche

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Marche, Trentino Alto Adige e Abruzzo “leader” tra le regioni italiane sul numero più elevato di dipendenti tornato a lavorare in sede, dopo il lockdown causato dal coronavirus, e quindi con la più bassa percentuale di personale in regime di smart working: al primo posto le Marche con l’87,3 per cento, poi il Trentino con l’84,2 e al terzo posto l’Abruzzo con l’83. È quanto emerge dalla quarta edizione dell’indagine sugli effetti della pandemia da Covid-19 per le imprese italiane, elaborata dal Centro studi e dell’Area affari internazionali di Confindustria, riferita a luglio 2020.

La regione Lombardia invece ha registrato, rispetto al mese di maggio, ultimo di emergenza, la variazione percentuale maggiore, passando dal 33,7 per cento, 55,9 in smart working. Puglia, Lazio e Liguria presentano ancora un numero elevato di lavoratori a distanza, rispettivamente il 40,6%, il 33,4 e il 29,9.

I settori con il maggiore numero di personale in smart working rimangono quelli dei servizi di informazione e comunicazione (70,3 per cento), agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (62,6).