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mercoledì 28 Luglio 2021
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Tra Ceglie e Carbonara è nascosto un tesoro archeologico, Giovanniello (ASCS): “Rivalutare la zona con un progetto”

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Dagli ipogei del 1058 alle tombe dell’antica necropoli, arrivando alle casematte della Guerra Mondiale. Un patrimonio archeologico si nasconde nel sottosuolo di Ceglie e Carbonara. Proprio lì dove sorgeva l’antica Kailìa, uno dei primi insediamenti del territorio, un tesoro culturale potrebbe diventare la spinta per il rilancio della zona. Ad affermarlo è Matteo Giovanniello, Presidente della associazione A.S.C.S., che ha mostrato un percorso che attraversa il territorio del IV Municipio che oggi versa nel completo abbandono.

È per esempio ciò che accade in via Martinez, dove appena sotto la strada è possibile individuare un grandissimo insediamento nella roccia. O poco più avanti dove durante dei lavori stradali vennero alla luce le testimonianze della presenza dell’uomo in quella che era la prima via verso il mare. Per intenderci tutto ciò si trova alle spalle di corso Alcide De Gasperi e oggi è coperto da delle lamiere protettive.

Non è andata tanto meglio alle decine di siti emersi nella zona di Ceglie, dove la memoria storica è affidata alla buona volontà dei cittadini. Ma l’abbandono riguarda anche tempi più recenti, come il rudere di quello che doveva diventare uno dei più grandi ospedali del Sud (a proposito, anche qui ci sono delle antiche tombe) e che oggi è diventato luogo di rifugio per colombi e chissà chi altro. Naturalmente a pochi passi da un’antica abbazia anch’essa, ovviamente, diventata una discarica a cielo aperto.


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