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lunedì 19 Aprile 2021
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Grano, Confagricoltura Bari: “No alla riduzione dei prezzi. Stop a speculazioni”

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La “riduzione dei prezzi non è accettabile, stop alle speculazioni” sul grano. Lo afferma il presidente di Confagricoltura Bari-Bat, Michele Lacenere, in una nota. “La costante flessione del prezzo del grano, che continua inesorabile ormai da un trimestre – sottolinea – mette in seria difficoltà le aziende cerealicole del territorio il cui prodotto è sottoposto a speculazioni finanziarie che non hanno alcuna giustificazione nei riscontri di un mercato, quello della pasta e dei prodotti da forno, mai toccato da alcuna flessione, nemmeno nei tempi bui del lockdown”.

“La nostra struttura sposa e condivide la battaglia di Confagricoltura Foggia – prosegue Lacenere – che ha deciso di abbandonare la riunione con i pastificatori in Camera di Commercio. I nostri rappresentanti alle borse merci di Bari, Emilio Cirillo Farrusi, e Altamura, Rino Nardulli, non sono certo disposti a tollerare ingiustificate riduzioni dei prezzi”. Nelle scorse ore il presidente di Confagricoltura Foggia, Filippo Schiavone, ha denunciato – rileva Lacenere – che “la flessione dei prezzi delle ultime settimane non lascia presagire nulla di buono per le imprese del settore. Ormai non si tratta più di una normale dialettica di mercato, la situazione non è più sostenibile”.

Per Lacenere il valore di 35 euro a quintale è “il livello minimo al fine di riuscire a coprire le spese di produzione”. “Il nostro prodotto – aggiunge – costituisce la base dei brand Puglia e Italia”, mentre “oggi si pretende persino di ridurre il gap di valutazione che divideva il grano biologico da quello convenzionale”, con “intere cisterne di prodotto ‘certificato bio’ provengono da Paesi esteri, comunitari e non, ponendosi in concorrenza con il nostro. Questo non è produrre italiano, non è produrre pugliese. Ma rappresenta, per l’ennesima volta, la volontà di sfruttamento del nostro lavoro, del nostro territorio e del nostro nome”.


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