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venerdì 16 Aprile 2021
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Scuola in Puglia, il TAR decide per l’improcedibilità. Resta la facoltà di scegliere tra presenza o DDI

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Il TAR Puglia alla fine decide di lasciare tutto così com’era. Le scuole pugliesi restano aperte. Il ricorso per chiedere l’annullamento della prima ordinanza 407 della Regione Puglia che imponeva la didattica a distanza si conclude con una dichiarazione di improcedibilità.

Resta in piedi l’ultima ordinanza, la 413, che consentiva ai genitori di scegliere se mandare i propri figli a scuola o ricorrere alla Didattica digitale integrata.

Andando a vedere le ragioni che hanno portato a dichiarare con ordinanza (questa volta del TAR, con decisione in Camera di Consiglio, Presidente Orazio Ciliberti, Estensore Rosaria Palma) l’improcedibilità della domanda cautelare, vi è prima di tutto la sopravvenienza, nelle more della trattazione dell’istanza cautelare, dell’ultima ordinanza regionale. Quest’ultima aveva consentito ai fini della riduzione del rischio di diffusione epidemica, per il primo ciclo di istruzione, la didattica integrata a distanza alle famiglie che ne facessero richiesta, precisando che agli studenti che hanno chiesto la didattica digitale integrata non può essere imposta la didattica in presenza e che l’eventuale assenza deve sempre considerarsi giustificata. “La Regione – spiegano i giudici – non ha espressamente subordinato l’efficacia della nuova ordinanza all’esito dello scrutinio dell’odierna domanda cautelare.”

La precedente ordinanza, invece, secondo quanto affermato nella decisione, avrebbe “in ogni caso perso efficacia a seguito dell’entrata in vigore del DPCM del 3.11.2020, siccome l’art. 3 del D.L 19/2020 (richiamato, peraltro espressamente nell’ordinanza regionale impugnata) è inequivoco nel limitare l’efficacia delle misure regionali – più restrittive rispetto alle misure statali di contenimento del rischio epidemiologico – fino al momento dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri.”

Il Tribunale però aggiunge che “le nuove prescrizioni regionali – efficaci dal 7 novembre al 3 dicembre 2020 – non sono state oggetto di contestazione a mezzo di motivi aggiunti.” Non è dunque da escludere che arrivino nuovi ricorsi o che la Regione decida a questo punto di adottare nuove misure.


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