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domenica 18 Aprile 2021
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Morti per legionella al Policlinico, Lopalco: “Regione Puglia segue indagini della Procura con grande attenzione”

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“La Regione Puglia segue con grande attenzione le indagini della Procura di Bari e le azioni che la direzione strategica del Policlinico di Bari ha posto in essere per abbattere la contaminazione da legionella dal sistema idrico di alcune cliniche”. Così l’assessore regionale alla Salute, Pierluigi Lopalco, commenta il sequestro di due plessi del Policlinico di Bari perché “infetti da batteri di legionelle” nell’ambito di una indagine su quattro pazienti morti tra il 2018 e il 2020 dopo aver contratto il batterio.

“La Regione – prosegue l’assessore – ha interesse all’accertamento della verità dei fatti, fermo restando il diritto degli indagati di esercitare la propria difesa e quello della Procura di svolgere il proprio compito di accertamento dei fatti anche in nome delle persone che hanno perso la vita e dei loro cari. In questo momento di emergenza sanitaria, alla Regione Puglia preme di non perdere la disponibilità di risorse fondamentali come i padiglioni Chini e Asclepios, in quanto essenziali per la tenuta della rete ospedaliera Covid e non Covid. E si aggiunga inoltre la preoccupazione per la conseguente disarticolazione della direzione strategica del più importante ospedale della Puglia”.

“Attendiamo dalla Procura ogni indicazione necessaria per mantenere la facoltà d’uso dei reparti ospedalieri sequestrati – conclude Lopalco – e siamo disponibili per ogni intervento necessario ad assicurare la continuità assistenziale”.

Intanto, dagli atti della magistratura barese iniziano ad emergere alcuni dettagli. Per uno dei quattro decessi avvenuti nei padiglioni del Policlinico di Bari sottoposti oggi a sequestro, con facoltà d’uso, perché infetti da legionella, le indagini avrebbero accertato che il batterio sarebbe stato la “causa esclusiva” della morte, mentre per gli altri tre la legionella sarebbe stata una “causa concorrente”.

Il primo paziente era stato ricoverato dal 5 al 15 maggio 2018 per le complicanze di una epatite e poi di nuovo in pneumologia, dove è morto il 10 giugno, a causa di una “polmonite da legionella contratta in ambiente ospedaliero”.

Il secondo decesso, avvenuto il 6 maggio 2019, riguarda un paziente ricoverato nel reparto di medicina fisica e riabilitazione e deceduto con diagnosi di “broncopolmonite bilaterale dovuta a legionella”. Il terzo decesso risale al 26 novembre 2019. La paziente era stata ricoverata dal 6 novembre nel reparto di reumatologia per una dermatomiosite, una malattia rara, autoimmune, caratterizzata dall’infiammazione cronica di muscoli e disturbi cutanei, ma è deceduta con diagnosi di “polmonite da legionella”.

Il quarto decesso è avvenuto il 7 agosto 2020 all’ospedale Di Venere di Carbonara, dove il paziente era stato trasferito d’urgenza dal Policlinico dove era stato ricoverato per una anemia emolitica autoimmune e aveva poi contratto una infezione da legionella che gli aveva causato polmonite. “In nessun caso – scrive il gip – è emerso che la morte sia ascrivibile a cause esterne esclusive rispetto all’infezione”.


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