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giovedì 22 Aprile 2021
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Tumore al seno, premiati 4 medici per l’empatia con le pazienti: tra loro un barese

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Sono Daniele La Forgia, dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, Valentina Territo, del presidio ospedaliero Vittorio Emanuele di Gela (Asp Caltanissetta), Stefania Guarino, dell’ASUR Marche Area Vasta 1 Presidio Ospedaliero di Urbino e Alessandra Huscher, della Fondazione Poliambulanza Brescia, i quattro medici che hanno ricevuto il ‘Riconoscimento Umberto Veronesi al Laudato Medico’, dopo essere stati segnalati dalle pazienti con tumore al seno come più capaci di trasmettere empatia, accoglienza e comprensione.

Quattro le categorie del premio – radiologia, chirurgia, oncologia, radioterapia – promosso dall’associazione Europa Donna dal 2017. Quest’anno sono state 5.013 le segnalazioni delle pazienti, il 4% in più rispetto allo scorso anno, e “per la prima volta i coordinatori di 83 Breast Unit su 189 totali hanno aderito alla diffusione dell’iniziativa presso le pazienti della propria struttura”, sottolinea Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia.

“La partecipazione emotiva del medico è essenziale, perché migliora il percorso di cura e l’aderenza al programma terapeutico, che deve essere capito e condiviso dai pazienti”, afferma Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi. “Tutto questo – prosegue – porta a migliori risultati, i pazienti si curano meglio, si evitano potenziali rifiuti non giustificati alle terapie e si supera con maggior serenità anche la fase del follow-up, perché una paziente serena, che non vive con il terrore della ricaduta, viene seguita

meglio e torna alla sua vita di tutti i giorni con una certa tranquillità”. In questi mesi di emergenza sanitaria le tecnologie digitali e social hanno in qualche modo colmato quel vuoto assistenziale dovuto al distanziamento, e “hanno favorito l’interazione tra medici e pazienti, soprattutto con chi risiedono in aree isolate o lontane dai Centri di alta specializzazione a cui si sono affidati – conclude Veronesi – Questa cosa ce la dobbiamo portare dietro senza abbandonarla una volta superata l’emergenza”.


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