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giovedì 15 Aprile 2021
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Covid, plasma iperimmune. Lopalco: “Utilizzabile con protocolli clinici”

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“Il plasma iperimmune è impiegato nell’ambito degli studi sperimentali in pazienti affetti da Covid-19. Come tale, è utilizzabile solo in protocolli clinici e in pazienti ospedalizzati con caratteristiche definite dagli stessi protocolli”. Lo evidenzia l’assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco.

“I candidati donatori -spiega – devono avere i requisiti di idoneità previsti per la donazione di sangue, plasma, piastrine; età 18-65 anni. Inoltre non devono aver avuto gravidanze e interruzione di gravidanza (donatrici) e trasfusioni di sangue/emocomponenti (entrambi i sessi); non devono aver avuto patologie pregresse importanti, quali neoplasie, cardiopatie, epatite e altre”.

“I candidati donatori – prosegue – devono documentare la positività al tampone nasofaringeo e la successiva negatività. Un requisito aggiuntivo importante è la presenza di un adeguato titolo di anticorpi neutralizzanti, che è direttamente correlato alla gravità della malattia”. “Gli anticorpi neutralizzanti – sottolinea – sono rilevati in coloro che hanno avuto una malattia con sintomatologia importante (febbre, sintomi respiratori), anche trattata a domicilio, e soprattutto in chi ha avuto necessità di ricovero con successiva guarigione”.

In Puglia è previsto uno screening pre-donazione per la valutazione della idoneità da effettuarsi non prima di tre settimane dal tampone negativo. Gli ospedali interessati sono il Vito Fazzi a Lecce, il Perrino a Brindisi, il Santissima Annunziata a Taranto, il Miulli ad Acquaviva (Bari), il Policlinico di Bari, il San Paolo a Bari, il Dimiccoli a Barletta, l’ospedale di Foggia e quello di San Giovanni Rotondo.


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