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martedì 3 Agosto 2021
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Scuola, USMI e CISM: “Siamo in piena e preoccupante emergenza educativa”. E lanciano un appello a Draghi

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“È evidente che il Covid ha accelerato alcuni processi già in atto da tempo, portando a galla tutti i limiti di un sistema scolastico italiano tendente ad alimentare le disparità”. Sono queste le prime parole che una settimana fa suor Anna Monia Alfieri, per conto di USMI (Unione superiori maggiori d’Italia) e CISM (Conferenza italiana superiori maggiori), ha pronunciato in Senato durante l’audizione in videoconferenza sull’impatto della didattica digitale integrata sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti.

“È stato un momento molto cordiale e costruttivo – si legge in una nota USMI e CISM – che ci ha permesso di intervenire evidenziando i limiti della DaD e della DDI, che hanno favorito, e continuano ad alimentare, le disparità sociali e territoriali, accrescendo la curva della deprivazione culturale e la conseguente crescita della povertà. Come osservatorio permanente sulla situazione scolastica delle Scuole Pubbliche Paritarie e delle Scuole Pubbliche Statali in Italia abbiamo l’obbligo morale e civile, come USMI e CISM, di denunciare che siamo in piena e preoccupante emergenza educativa”.

“Il sovrautilizzo delle Scuole Pubbliche Statali ed un sottoutilizzo delle Scuole Pubbliche Paritarie ha favorito la non ripartenza delle une penalizzando le altre e l’Italia, a tale riguardo, risulta la più grave eccezione in Europa – prosegue la nota -. Il nostro appello ora va proprio al presidente incaricato Mario Draghi affinché, attraverso la collaborazione responsabile di tutte le forze politiche, si possa compiere il percorso di ‘Autonomia, parità e libertà di scelta educativa’ superando il disorientamento, la paura, la provvisorietà, l’inefficienza e l’inefficacia del sistema scolastico italiano”.

“Si intervenga sulle Scuole Pubbliche Statali dando una reale autonomia organizzativa – è la prima richiesta di USMI e CISM -, necessaria per vincere la sfida educativa e didattica che il Covid ha lanciato. Si dia la libertà alle Scuole Pubbliche Paritarie, rivedendo le linee di finanziamento del sistema scolastico italiano attraverso l’introduzione dei costi standard di sostenibilità per allievo da declinare in convenzioni, voucher, buono scuola, deduzione”.

“È necessario garantire ai genitori di poter agire la propria responsabilità educativa in modo libero da qualsiasi condizionamento economico – si spiega nel secondo punto dell’appello lanciato a Draghi -, con quella consapevolezza che avvia una sana collaborazione fra Scuole Pubbliche Statali e Scuole Pubbliche Paritarie che innalza il livello di qualità, rende il sistema scolastico più equo e, a fronte di un servizio migliore, si risparmiano tanti danari pubblici”.

“Già nel 2007, lo stesso dottor Draghi, commentando la bassa collocazione del sistema scolastico italiano nelle graduatorie internazionali, evidenziava il divario fra il Nord e il Sud, denunciando l’alto tasso di abbandono scolastico, insieme all’annosa questione del reclutamento dei docenti, la loro non equa distribuzione geografica e la chiara disparità tra offerta e domanda – concludono da USMI e CISM -. Chiediamo che si faccia chiarezza con un censimento dei docenti e delle cattedre, che il diritto allo studio possa essere un’opportunità di crescita e di futuro per l’intero Paese e non un privilegio per pochi e che con coraggio possiamo nell’innovazione costruire insieme il presente, fondamento per il futuro. Siamo fiduciosi per gli 8 milioni di studenti, per i 285mila allievi disabili, per le famiglie, per i docenti e per la Nazione e rinnoviamo a Draghi la nostra disponibilità”.


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