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giovedì 2 Dicembre 2021
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Covid, la rabbia di un ristoratore barese: “Non ristori ma mancette. Paghiamo per scelte politiche sbagliate”

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“Paghiamo ancora una volta noi le colpe di scelte politiche sbagliate. Eravamo stati facili profeti nel chiedere un lockdown a novembre per evitare tutto questo ma come sempre siamo rimasti inascoltati”. Inizia così lo sfogo di Gianni Del Mastro, ristoratore del centro storico di Bari.

La situazione della ristorazione in generale è drammatica. Alle chiusure obbligate non sono seguiti – a suo parere – i giusti ristori, definiti dallo stesso “esigui, una mancetta per tutti, a fronte di una chiusura parziale o totale di 7 mesi negli ultimi 12”. “Chi supererà la selezione vivrà – ha sottolineato Del Mastro -. Una sorta di darwinismo sociale condiviso. E chi non ce la farà? Che posto avranno i marginali, gli ultimi, coloro che vivono una condizione economica di grande difficoltà?”.

“Mi chiedo – prosegue ancora – se esiste la consapevolezza in chi prende le decisioni, di quali sarebbero le conseguenze sociali ed economiche di un crollo annunciato del nostro comparto, che rappresenta un pezzo fondamentale della nostra economia, che ha giocato un ruolo fondamentale nell’accreditamento dell’immagine della Puglia nel mondo”.

Quindi l’annuncio di proteste. “Noi non abbasseremo la guardia. Chiederemo con forme di mobilitazione sui social e non solo non più mancette ma ristori adeguati per garantire la sopravvivenza soprattutto a chi è più in difficoltà. E abbiamo bisogno di un nuovo credito d’imposta sui fitti almeno fino a giugno. Il prossimo sblocco degli sfratti per morosità rischia altrimenti di trasformarsi in un’autentica bomba sociale. Il Comune di Bari e, in sintonia tutti i comuni della regione, devono decretare un anno bianco per i pagamenti delle tasse comunali. È un nostro diritto costituzionale non avendo potuto in gran parte utilizzare i locali. E va rinnovata per tutto l’anno in corso l’estensione degli spazi esterni”.

“Abbiamo l’obbligo morale di far sentire forte la nostra voce – conclude Del Mastro -. Aiutateci a salvare i luoghi delle vostre emozioni”, recitava un cartello che abbiamo affisso qualche settimana fa fuori dalle nostre attività. Ed è questo l’appello che rinnoviamo”.


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