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sabato 12 Giugno 2021
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PNRR, Bratta (Distretto Produttivo Pugliese ‘La Nuova Energia’): “Poco coraggio per la transizione ecologica”

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“Bene la maggiore convergenza degli strumenti del PNRR verso l’inclusione di genere e il sostegno all’istruzione e occupazione dei giovani, ma occorre uno sforzo in più sul fondamentale tema della semplificazione per il raggiungimento della transizione verde, obiettivo dell’European Green Deal”. Così il presidente del Distretto Produttivo Pugliese ‘La Nuova Energia’ Beppe Bratta, impegnato con il Coordinamento FREE nell’analisi tecnica dei contenuti delle sei missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

“Trasformare l’Europa nel primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 è una sfida ambiziosa, ma non impossibile – continua Beppe Bratta -. Sono tuttavia necessari una serie di aggiustamenti agli strumenti messi in campo dal governo, in modo che diano alla transizione energetica maggiori dignità e concretezza”. In particolare, secondo l’analisi operata attraverso uno studio del Coordinamento Free, gli impulsi applicati dal PNRR sulle sole fonti rinnovabili produrranno una implementazione della potenza produttiva di soli 25 punti percentuali rispetto al valore approvato dal Parlamento europeo e che fissa invece gli obiettivi di riduzione climatica entro il 2030 al 55 per cento (e che l’Italia – nel PNRR – traduce in un 51 per cento).

Sullo specifico tema degli investimenti per l’idrogeno – così come nel più generico capitolo dei programmi per lo sviluppo industriale delle rinnovabili – sembrano del tutto assenti puntuali indicazioni sulle priorità da porsi, così come non si ravvisano cenni sugli obiettivi da raggiungere entro la prima fase di sviluppo verso la decarbonizzazione prevista dalla strategia europea (2024). “Alcuni capitoli di finanziamento – continua Bratta – come quelli relativi allo sviluppo delle rinnovabili risultano insufficienti se relazionati agli obiettivi dell’industria italiana di settore. Ci sono settori, inoltre, caratterizzati negli ultimi anni da chiari trend di crescita e che, pur rappresentando i fondamenti della nostra industria come le rinnovabili o la mobilità sostenibile, sono affrontate nel Piano con esitazione e timidezza, senza un reale sguardo sul futuro”.

Assente eccellente del Piano è l’economia circolare, trattata nel documento nella sola accezione della gestione dei rifiuti. “Una trattazione alquanto parziale di un ben più complesso processo – continua Bratta – in cui tra l’altro il concetto di rifiuto continua a non essere inquadrato nell’ottica di risorsa. Anche in questo caso servirebbe una politica industriale che includa l’intera filiera, dalla scelta dei materiali e dallo sviluppo del componente, fino al suo uso corretto”.

“Audacia e coraggio devono costituire gli elementi fondamentali del PNRR: occorre partire immediatamente dai decreti attuativi, che devono essere tempestivi e coerenti, per trasformare gli ingenti finanziamenti previsti per i prossimi anni in un volano di sviluppo realmente sostenibile per le aziende e le persone – conclude il presidente del Distretto Produttivo Pugliese Beppe Bratta -. Senza considerare che siamo ancora in attesa di una risposta soddisfacente ed esaustiva all’interrogazione rivolta al Ministro della Transizione ecologica dal deputato Andrea Vallascas: lo sviluppo delle rinnovabili è in una fase di forte rallentamento, e senza un immediato intervento il raggiungimento degli obiettivi per l’Italia fissati nel Pniec entro il 2030 sarà pressoché impossibile”.


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