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domenica 26 Settembre 2021
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Bambini, allarme Coldiretti: “In Puglia il 15% obeso e in sovrappeso. +6% rispetto a media nazionale”

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Supera di 6 punti la media nazionale la percentuale di bambini obesi e in sovrappeso in Puglia: il 15% rispetto al 9% del valore nazionale, con i lunghi periodi trascorsi in casa per via della pandemia che hanno portato ad aumentare il consumo di cibi spazzatura e bevande zuccherate e a ridurre l’attività fisica, con più ore passate davanti alla tv e al pc. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti Puglia, a poco più di 15 giorni dalla riapertura delle scuole, sulla base dei dati rilevati sistema di sorveglianza nazionale “OKkio alla Salute” che rileva una diminuzione progressiva della prevalenza di bambini in sovrappeso. Ma, di contro, aumenta la prevalenza di bambini obesi.

“I percorsi virtuosi sull’approvvigionamento delle mense scolastiche con il cibo a Km0 dovranno diventare prioritari alla ripresa dell’attività didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado – afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia -. L’86% dei genitori ritiene che le mense dovrebbero offrire i cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare, mentre solo il 12% ritiene che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più”. Per Coldiretti, vanno modificate le abitudini di consumo sbagliate che si sono diffuse ovunque e occorre formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti.

Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni e l’intero nucleo familiare, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. “In Puglia negli ultimi 10 anni – riferisce Coldiretti Puglia – sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 200mila bambini e 480 scuole, di cui il 70% nella fascia d’età compresa fra i 4 e gli 11 anni, dalla scuola materna alla primaria e il 30% studenti più grandi medie e superiori”.

“L’effetto nefasto di una cattiva alimentazione non è solo l’obesità – conclude Floriana Fanizza, responsabile nazionale e regionale di Coldiretti Donne Impresa -. Perché numerose sono le malattie causate da una alimentazione scorretta. Ciò dimostra l’importanza prioritaria di formare una vera e propria cultura della ‘buona e sana tavola’, educazione che deve partire necessariamente dall’età scolare per vivere meglio e più a lungo. I prodotti tradizionali e tipici rispondono all’esigenza di garantire sicurezza alimentare, tutela ambientale e salvaguardia della storia e del patrimonio di tradizioni del territorio”.


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