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sabato 16 Ottobre 2021
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La mensa scolastica parte il 18 ottobre, scatta la protesta. La preside: “Manca il personale”

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“Si informa che il servizio mensa partirà il 18 ottobre”. L’annuncio della scuola arriva inaspettato e solleva le proteste dei genitori, soprattutto delle mamme e dei papà lavoratori. “Come mai così tardi?”, si chiedono in tanti, visto che il tempo pieno comincerà a regime praticamente a un mese dall’inizio delle lezioni. “Mancano i collaboratori scolastici, dobbiamo nominare l’organico Covid”, spiega però la nuova preside, Liliana De Robertis, arrivata il primo settembre da Milano a dirigere il popoloso istituto comprensivo Aristide Gabelli di Bari.

Le proteste dei genitori sono scoppiate all’annuncio della scuola dell’avvio del tempo pieno e del servizio mensa a partire dal prossimo 18 ottobre. Una data in ritardo con la tabella di marcia comune a molte scuole baresi, che mediamente avvieranno il servizio di refezione scolastica il 4 ottobre. Solo il comprensivo De Amicis Laterza slitterà addirittura al 25 ottobre. “Già troppo tardi”, lamentano tanti genitori, che ogni anno invocano l’inizio della mensa in concomitanza con la prima campanella.

Il caso limite dell’Aristide Gabelli solleva – inevitabilmente – le perplessità dei genitori, in affanno dopo due anni di gestione dei bambini spesso in Didattica a distanza a causa della pandemia. “Purtroppo molti collaboratori scolastici sono assenti – spiega la preside Liliana De Robertis – Ci stiamo organizzando con organico Covid, ma non è semplice gestire otto plessi”. Uno dei collaboratori non sarebbe in possesso di Green Pass, altri hanno chiesto periodi di permesso o malattie. “Si sono concentrate alcune richieste che non si possono negare – continua – ecco perché ho ritenuto corretto temporeggiare e poi attivare il servizio a regime, senza ulteriori stop”.

Per porre rimedio alle assenze, la scuola ha appena ricevuto l’autorizzazione dall’Ufficio scolastico a convocare nuovo personale inquadrato come organico Covid: ora la speranza è che siano in tanti a rispondere, visto che lo scorso anno tutte le scuole hanno avuto difficoltà a trovare subito figure disponibili per questi contratti a tempo determinato. “Sto cercando di gestire la situazione al meglio – assicura la nuova preside – Ripeto una frase detta anche durante l’accoglienza delle classi prime: non dobbiamo pensare alle esigenze dei singoli, ma al bene comune”.


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