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mercoledì 20 Ottobre 2021
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Bari, da fabbrica di carte da gioco a scuola superiore: il Panetti-Pitagora compie 58 anni

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Da fabbrica di carte da gioco napoletane a scuola superiore, con una parentesi da lanificio, fino ad arrivare alla fusione con la scuola Pitagora di Bari nel 2013. L’istituto Tecnico Tecnologico “Modesto Panetti” compie 58 anni; alle spalle una storia di cambiamenti, che ha visto susseguirsi tante generazioni di studenti, molti dei quali sono diventati personalità di spicco a livello nazionale. “Penso ad Antonio Curci – sottolinea la dirigente scolastica Eleonora Matteo – il docente che ha vinto l’ultimo Nobel per l’insegnamento, il Global Teacher Award”.

L’attenzione alla massima preparazione degli studenti è stata da sempre il vero punto di forza di una struttura che ad oggi, tra le due sedi baresi, conta più di 800 studenti all’anno. Ma oltre ad essere una delle scuole più rinomate di Bari, il Panetti ha anche una storia che comincia ben prima del 1963, anno in cui l’istituto prese vita “come costola del Marconi di Bari che, ai tempi, si era già arricchito di nuove specializzazioni e non ce la faceva a ospitare tanti studenti”. Per un periodo fu infatti la sede della Cartiera poligrafica Guglielmo Murari, dove venivano fabbricate le carte da gioco napoletane più famose al mondo, prima di diventare il famoso lanificio Scoppio.

“Fu poi deciso – spiega la dirigente – di utilizzare la struttura di via Re David perché aveva sia ambienti grandi, adatti a ospitare i laboratori, sia zone da adibire ad aule e uffici”. Il Panetti-Pitagora è anche la prima scuola della provincia di Bari ad aver inserito l’indirizzo informatico nella formazione dei propri studenti. “Tanti bravi ragazzi passati da noi hanno proseguito gli studi o trovato lavoro passata la maggiore età, costituendo l’ossatura tecnologica di questo territorio, cresciuto nel tempo anche grazie alle competenze acquisite dagli studenti. E come me molti altri – conclude Eleonora Matteo – da alunni sono diventati docenti, dedicando tutta la loro vita a questa scuola”.


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