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giovedì 9 Dicembre 2021
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Petruzzelli ai proprietari, ma devono restituire 43 milioni. Decaro: “Preoccupato per gli spettacoli”

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“Cosa succede adesso? Adesso ci sono due sentenze che mettono un punto fermo su questa vicenda iniziata 30 anni. Le sentenze dicono che il protocollo del 2002 non esiste più, che la proprietà del teatro è dei Messeni Nemagna e dicono che i Messeni Nemagna devono rimborsare lo stato con circa 45 milioni di euro. Credo sia arrivato il momento di sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione che parta dai punti fermi indicati nelle sentenze”. Così il sindaco Antonio Decaro dopo le novità riguardanti il Petruzzelli arrivate dalla Corte d’Appello di Bari, che ieri ha dichiarato i Messeni Nemagna legittimi proprietari di uno dei simboli della città, ordinando al Comune di restituire loro il teatro, ma condannandoli allo stesso tempo a rimborsare allo Stato i milioni spesi per la ricostruzione dopo l’incendio del 1991.

“Gli unici che non possono uscire sconfitti da queste sentenze sono i cittadini baresi che hanno diritto a utilizzare quel luogo – ha detto ancora Decaro -. Un luogo della cultura, con la Fondazione che ha fatto passi da gigante, in questi anni, ottenendo successi sul piano nazionale e internazionale. Cosa accadrà alla programmazione del teatro? Lo valuteremo in questi giorni, ma è la mia preoccupazione più grande. Martedì abbiamo un incontro con il Governo. Troveremo una soluzione: abbiamo risolto tanti problemi, risolveremo anche questo”.

In queste ore ha parlato anche il legale della famiglia Messeni Nemagna, Ascanio Amenduni. “Oggi la famiglia si sveglia da proprietaria e il Comune, per la seconda volta, da ex proprietario. Mentre la sua Fondazione si scopre abusiva detentrice senza titolo, condannata al rilascio del teatro e a perderne finanche il nome. La famiglia dovrà pagare il conto della ricostruzione? Questo lo dirà la Cassazione cui faremo ricorso. I Messeni – dice il legale – non hanno certo voluto le spese fatte durante l’esproprio, cioè sotto la censurata gestione del commissario governativo e quelle spese erano contrattualmente a carico della fondazione secondo il protocollo d’intesa”.

“Il contratto è inefficace perché la Provincia non lo ha formalmente approvato dopo la firma del proprio presidente e nonostante le delibere di stanziamento per la sua esecuzione? E la ex Provincia è fiera di questa omissione che ha reso prive di validità le sue erogazioni? E la corte dei Conti che ne penserà? Ecco perché dico – ribadisce l’avvocato – che la politica ora si trova un credito annullabile in Cassazione, ma la pubblica amministrazione non si trova più un teatro che vale tre volte il credito”.

“Noi dal 2009 abbiamo chiamato i ministri di turno a ricomporre le fratture inferte dalla politica alla ricostruzione del teatro Petruzzelli. Certo noi non abbiamo ministri a cui rivolgerci, non stiamo nella stanza dei bottoni – aggiunge, con riferimento all’incontro urgente chiesto dal sindaco Decaro al ministro Franceschini dopo la sentenza – ma abbiamo dimostrato di saper difendere il diritto di proprietà dai vari attentati. Siamo pronti a respingere anche un ulteriore assalto, ma speriamo – conclude Amenduni – che i nostri interlocutori capiscano che era meglio rispettare i patti ed è meglio ripristinarli che cercare di sottrarre il teatro agli eredi di chi lo ha costruito oltre un secolo fa e che non chiedevano nulla di più che il loro rispetto”.


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