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giovedì 9 Dicembre 2021
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In 7mila a Locorotondo per le luminarie, protesta assembramenti. Il sindaco: “Non ce l’aspettavamo”

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“Secondo una prima stima, nella sola giornata di ieri, sono arrivate in città 6.500 persone. Non ce lo aspettavamo. Oggi abbiamo subito programmato una riunione con Polizia Locale, Protezione Civile ed Euforica, associazione che gestisce gli eventi in calendario”. Così a Telebari il sindaco di Locorotondo, Antonio Bufano. Lo scorso 13 novembre nel centro storico di quello che è uno dei borghi più belli della Valle d’Itria si sono accese le luminarie. E dopo un primo weekend tutto sommato gestibile, ieri la fiumara di gente che si è riversata nelle vie più caratteristiche del paese, in un periodo di costante crescita dei contagi Covid, ha creato inevitabilmente agitazioni e polemiche social.

A segnalare gli assembramenti, tra gli altri, è stato anche il consigliere comunale Fabio Lotito, esponente del Movimento 5 Stelle. “Pochi mesi fa il sindaco chiuse le scuole ai disabili, in tutto una decina, per il principio di precauzione rispetto alla tutela della salute, prioritaria rispetto a tutto: un’iniziativa annullata dal Tar in 12 ore. Oggi, a distanza di 6 mesi, organizza un cartellone di eventi natalizi da novembre a gennaio portando a Locorotondo migliaia di visitatori senza alcun controllo. Con ordinanze che nessuno fa rispettare, appena due vigili urbani in strada e solo tanto caos”. Il M5S, in questo contesto, sta valutando anche di presentare un esposto in Prefettura.

Le ordinanze ci sono e nello specifico degli eventi di Natale sono due, entrambe firmate dal sindaco Bufano lo scorso 12 novembre. Una prevede lo stop all’emissione sonora sia all’interno sia all’esterno delle attività commerciali oltre la mezzanotte. L’altra, quella strettamente legata all’emergenza pandemica, prevede “dal 13 novembre al 17 gennaio, dalle 16 alle 22 e comunque fino al termine delle manifestazioni” l’obbligo di indossare la mascherina in tutta l’area del borgo antico in cui sono presenti le luminarie e le installazioni natalizie “in ogni occasione di tempo e di luogo in cui non sia possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro”. Pena salatissime sanzioni pecuniarie.

“Far rispettare questa disposizione non è facile – ammette il sindaco Bufano -. Anche per questo, a partire dal 3 dicembre e fino al 6 gennaio, avevamo predisposto un servizio d’ordine più robusto con 45 volontari e agenti della Polizia Locale. La ‘fame’ di eventi della gente, però, in barba alle nostre previsioni, ha portato una marea di persone a Locorotondo già nel secondo weekend di eventi. Non lo immaginavamo e la riunione in programma oggi mira proprio a correre ai ripari in vista del prossimo fine settimana: l’ultimo pensato con un servizio di sorveglianza più leggero. Andrà rivisto con gli organizzatori anche il sistema d’accesso al centro storico: contingentare e creare percorsi obbligati per poi creare assembramenti alle transenne è inutile. Dovremo analizzare tutte le criticità e aggiustare, per quanto possibile, il tiro”.

Per quanto possibile, appunto. Perché resta la difficoltà conclamata nel far rispettare l’obbligo di mascherina. “C’è chi fuma e c’è chi mangia – spiega il sindaco – c’è a chi cade. E monitorare costantemente migliaia di persone è impossibile. Ieri sera ho dato personalmente due mascherine che avevo in tasca a dei ragazzi che non ce l’avevano. Stiamo pensando anche di distribuirle all’ingresso del centro storico, in modo tale da sensibilizzare i visitatori, ma la soluzione perfetta non esiste. La differenza, dopo il lockdown dello scorso anno e tutto quello che abbiamo passato durante i mesi più duri della pandemia, può farla solo il senso di responsabilità di ognuno di noi. La gente è stanca e ha voglia di vivere il Natale in modo normale, ma non possiamo mettere a rischio quella libertà che abbiamo conquistato con mille sacrifici”.


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