Tornano le prove scritte, sia all’esame per elementari e medie sia alle superiori, e gli studenti non ci stanno: oggi, quindi, si sono dati appuntamento in piazza per protestare a Roma e in molte città italiane, tra cui Bari. Per quanto riguarda la maturità, il ‘nuovo’ esame sarà costituito da una prova scritta di italiano, da una seconda prova sulle discipline di indirizzo predisposta dalle singole commissioni d’esame e da un colloquio. “Scelte – ha spiegato nei giorni scorsi il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi – che rientrano nel percorso di progressivo ritorno alla normalità che stiamo realizzando”.
Gli studenti, però, non sono d’accordo. “È impensabile tornare a questo tipo di esame dopo mesi di pandemia – dicono i ragazzi – e anche adesso, seppure la scuola sia in presenza dall’inizio dell’anno, sappiamo che la situazione non è davvero così: ci sono moltissime classi in quarantena o che sono state più volte in quarantena e quindi in dad durante tutto l’anno. Queste direttive, arrivate solo ora dopo mesi di incertezza, sono l’ennesima dimostrazione di un Ministero che non ascolta gli studenti e che non prende in considerazione la grave situazione psicologica che stanno vivendo, ma pensa invece solamente a valutarli”.
Le associazioni studentesche chiedono un esame che elimini gli scritti e inserisca una tesina. “Non si tiene conto delle difficoltà degli ultimi anni – continuano gli studenti -. Questo è un esame privo di senso. Il Ministro continua a non convocarci per prendere le decisioni e noi siamo disposti a mobilitarci finché questo non avverrà. Quella che arriva da Roma è una proposta che, se confermata, fa ben capire che il Ministro non ha idea di ciò che è successo nelle scuole negli ultimi anni e qual è la situazione ora. Non vengono considerate le difficoltà didattiche, dell’apprendimento ed emotive vissute”.





