Arriva in Puglia il primo caso di Omicron2, scoperto a Brindisi e sequenziato dal laboratorio di biologia molecolare dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata, che ha la sua sede a Putignano. La variante deriva dal ceppo Omicron, che proprio nella nostra regione è diventato maggioritario in questa quarta ondata. A darne conferma a Telebari è Antonio Parisi, direttore del laboratorio di Putignano, che ha inviato alla Regione Puglia la comunicazione dell’arrivo di Omicron2, nell’ambito dell’attività continua di sorveglianza genomica sulle varianti.
La Puglia (insieme ad altre nove) è regione in cui è stata dunque isolata quella che gli scienziati chiamano “variante Ba.2” e che, secondo gli studi, si distinguerebbe da Omicron1 per una maggiore contagiosità. L’allerta per un secondo, possibile caso è arrivata anche a Bari. Omicron è in realtà una famiglia di tre varianti (BA.1, BA.2, BA.3) originate da un progenitore comune. BA.2 ha 32 mutazioni in comune con BA.1, ma ha anche 28 mutazioni uniche, secondo quanto stabilito dai primi studi. Dal punto di vista clinico non sembrerebbero esserci differenze rilevanti tra Omicron 1 e Omicron 2, e i sintomi sembrano essere gli stessi: febbre, affaticamento muscolare, tosse, mal di gola, emicrania. In Italia Omicron2 è già presente in nove regioni, e al momento l’unica differenza con la ‘sorella’ Omicron 1 sembrerebbe una maggiore contagiosità.





