Sull’Ucraina “camminiamo sul cornicione di una guerra potenzialmente mondiale e sicuramente nucleare”. Era il 4 marzo 2014 e Guglielmo Minervini lanciava l’allarme sulla polveriera dell’Ucraina orientale. Erano i giorni in cui scoppiava la guerra del Donbass, conflitto di cui molti stanno scoprendo l’esistenza solo oggi (purtroppo). Guglielmo Minervini (anima buona, mente raffinata, innovatore creativo delle politiche giovanili regionali) dalla sua bacheca Facebook scriveva parole chiare, che oggi suonano profetiche.
“A proposito dell’Ucraina. Roba grossa. Petrolio, gas, affari, molti affari, tanti – il suo post – Ma anche una miscela di popoli, culture, storie, contraddizioni e ferite. Non c’è spazio per ciò che è giusto nella politica estera. Col suo cinismo. Camminiamo sul cornicione di una guerra potenzialmente mondiale e sicuramente nucleare. Ma la notizia è che sta partendo la nuova edizione del Grande Fratello. Buona visione”. Qualcuno commentava che una guerra mondiale sarebbe “anacronistica”. Eppure…
Eppure oggi l’analisi di Minervini è tristemente attuale. In tanti suoi amici e sostenitori stanno condividendo sui social il vecchio post, ricordando (giustamente) “quanto ci manca”. Un messaggio a chi negli ultimi giorni pare sorpreso dagli avvenimenti, evidentemente previsti e prevedibili. Guglielmo Minervini, ex assessore regionale, sindaco di Molfetta per sette anni, ideatore di Bollenti Spiriti e promotore di politiche innovative contro la fuga dei giovani cervelli dal sud Italia (si pensi a Ritorno al futuro), ci ha lasciati nel 2016. E ci manca. Quanto ci manca.





