I pescherecci delle marinerie italiane non usciranno in mare per sette giorni. La decisione, comunicata nelle scorse ore dall’Associazione produttori Pesca, è stata presa durante un’assemblea tenuta a Civitanova Marche: “uno sciopero generale, per tutti, perché il caro gasolio non permette più di sostenere l’attività di pesca”. Così il comparto ha deciso di fermarsi. Anche a Bari.
“Qui a Santo Spirito i pescherecci fermi sono sette – spiega Nicola Moretti, comandante della Nuova Sirena -. I costi ormai superano i ricavi, uscire in mare non è più conveniente. Per fare il pieno alla mia imbarcazione servono almeno 4.500 euro e dopo 10 giorni sono di nuovo a secco. Quanto pesce dovremmo pescare per guadagnare qualche spicciolo? Lavorare così è impossibile”.
L’aumento del prezzo del carburante è davvero spropositato, secondo i marinai. “Nel 2008 ci fermammo per un altro sciopero sullo stesso tema – ricorda Nicola –. Con il barile di petrolio a 100 dollari, all’epoca, la nafta veniva venduta a 80 centesimi a litro. Oggi il prezzo del barile è salito a 140 dollari, ma il costo della nafta è praticamente raddoppiato: a Manfredonia, stamattina, un euro e cinquanta centesimi a litro. Sugli aumenti c’è anche grande speculazione”. Mercoledì le associazioni di categoria saranno a Roma per un incontro al Ministero.





