Sono stati migliaia i visitatori che, grazie alle Giornate FAI di Primavera, nello scorso fine settimana si sono gustati luoghi nascosti, poco conosciuti, eppure di grande importanza storica ed artistica sparsi nella Terra di Bari.
Da Casino Pappalettere nell’agro tra Giovinazzo e il quartiere barese di Santo Spirito, alla chiesa di San Pietro nel borgo antico di Molfetta, passando per la meravigliosa Villa Lenti a Noci, per cui c’era il tutto esaurito già da giorni prima, sino all’incantevole Giardino Galderisi a Monopoli.
Hanno lasciato il segno anche le visite guidate (ce n’era una ogni mezz’ora) nel centro storico di Conversano, tra i palazzi un tempo dimore di grandi famiglie, culminate nella splendida chiesa dei Santi Cosma e Damiano, un vero gioiello barocco incastonato nel Santuario di Santa Rita, tenuto oggi dalle suore.

Il tour è partito dalla chiesa di Santa Chiara, passando tra le altre anche da via Tarsia, che prende il nome dalla famiglia che per secoli ne è stata assoluta protagonista, edificando un Palazzo, oggi di privati, che conserva intatte nell’atrio testimonianze di magnificenza tardorinascimentale.
La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, però, quasi sempre chiusa al pubblico, tranne nei fine settimana, è stata la meta finale e la vera scoperta per tanti visitatori, che hanno potuto apprezzare il contrasto con la facciata sobria, quasi spoglia, romanica, dell’antico apparato di San Matteo, e gli interni fastosi, pienamente barocchi, voluti dal conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona nel 1639 e poi completati nel 1650.
Le Giornate FAI di Primavera hanno quindi portato nuovamente alla luce un tesoro di inestimabile valore, conservato nella parte vecchia di Conversano, a due passi dal Municipio, a cui mise mano nella parte decorativa nientemeno che Paolo Finoglio, tra i maggiori interpreti del barocco partenopeo.
“All’esterno – hanno spiegato i giovani e preparati Apprendisti Ciceroni dei Licei Simone-Morea e San Benedetto, ben guidati dai docenti a dal gruppo FAI locale – realizzati con calcare locale, risaltano un campanile in laterizi, un semplice portale d’ingresso e due finestre sulla fiancata laterale. Bello il contrasto tra la semplicità delle facciate esterne e quelle interne: un susseguirsi di stucchi e dorature fanno da cornice agli splendidi affreschi della volta e ai grandi dipinti degli altari, realizzati in gran parte dallo stesso Finoglio. Nel monastero è presente una camera sul cui soffitto insistono dei dipinti ad olio su tela sui cui spicchi è riprodotto lo stemma nobiliare dei principi Filomarino della Rocca d’Aspide. Si tratta della “Camera della Principessa”, ricca di storia affascinante”.
Uno scrigno, dunque, che la città di Conversano e l’Area Metropolitana di Bari possono vantare, in pieno contrasto con l’altrettanto bella ma austera Cattedrale Basilica di Santa Maria Assunta, esempio eccellente di romanico pugliese.

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano è aperta al culto soprattutto nei pomeriggi del sabato e della domenica, quando viene recitato il Santo Rosario, ed al suo interno ci sono anche opere della scuola di Carlo Rosa, meraviglioso interprete del Settecento pittorico che ha lasciato grandi tracce di sé in tutta la Puglia.
Un salto a Conversano per visitarla vale davvero la pena, per godere di uno spettacolo straordinario assimilabile a quello offerto dalle grandi chiese della Roma barocca o di Napoli.








