“È nascosto dietro a un palo. Non credo sia normale”. Sono le parole di uno dei tanti automobilisti, tra l’altro tra quelli più moderati, che questa mattina passavano dalla statale 16 di Bari direzione sud, poco prima dell’uscita Palese Aeroporto.
Sotto accusa un autovelox, installato questo martedì dai tecnici Anas, che dovrebbe servire a far rallentare le auto subito prima dei famosi curvoni, da sempre teatro di drammatici incidenti. Le foto dell’apparecchio, o meglio, del suo contenitore, stanno circolando da questa mattina su Whatsapp e Facebook, con tanto di proteste per la sua collocazione: esattamente alle spalle di un palo in acciaio. Poco visibile, dunque, contrariamente a quanto più volte affermato sulla corretta ubicazione di questi strumenti.
Al momento l’autovelox non è ancora operativo, spiegano dalla polizia Stradale, e presto sarà coperto. La polemica, però, resta accesa. Soprattutto considerato che in quel punto gli automobilisti sono già abituati alla misurazione della velocità, puntualmente rilevata dalle postazioni mobili della Polizia Locale di Bari. “Dovrebbero essere strumenti di persuasione e non di punizione”, ci scrivono sul web. Del resto, spiega anche l’avvocato Beppe Gassi, non è sufficiente che la presenza dell’autovelox sia segnalata dai cartelli. È necessario altresì che lo strumento sia ben visibile, come di recente affermato anche dalla Cassazione.
“L’art. 142 C.d.S., comma 6-bis – riporta l’ordinanza 4007 dell’8 febbraio 2002 – dispone che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Questo va interpretato nel senso che, tanto per le postazioni fisse quanto per quelle mobili, il requisito della preventiva segnalazione della postazione ed il requisito della visibilità della stessa sono distinti ed autonomi e devono essere entrambi soddisfatti ai fini della legittimità della rilevazione della velocità effettuata tramite la postazione”.




