“Ho dato disposizioni di sospendere ogni contributo nei confronti del nucleo familiare dell’autore di questo scempio, individuato dalla nostra Polizia Locale in zona Trellame”. Inizia così un post pubblicato questa mattina sui social dal sindaco di Acquaviva, Davide Carlucci. “Non solo sarà sanzionato – ha spiegato il primo cittadino -, non solo dovrà ripulire tutto, ma non potrà ricevere nemmeno il contributo per il caro bollette. Se si riceve dalla collettività, dalle tasse che ognuno di noi paga, bisogna rispettare ciò che è di tutti”.
Tripla punizione, quindi. Le due ‘classiche’ che colpiscono gli incivili dei rifiuti, più una dall’alto valore morale. Lo scorso aprile, infatti, il Comune di Acquaviva aveva pubblicato un avviso pubblico per concedere contributi alle famiglie non abbienti: soldi, fino a un massimo di 300 euro, per affrontare in maniera più tranquilla il caro bollette a fronte di spese realmente sostenute e documentate, nel primo trimestre dell’anno 2022, relative alle utenze di gas e luce. Da Palazzo di Città così, nei giorni scorsi, hanno dato il via libera all’erogazione di oltre 40mila euro nei confronti di 206 beneficiari.
“Tra questi – spiega Carlucci a Telebari -, anche la moglie dell’incivile che ha abbandonato i rifiuti in campagna. L’uomo, tra l’immondizia, aveva lasciato delle tracce che gli agenti della Polizia Locale hanno subito raccolto, riuscendo così a ricostruire il suo nucleo familiare. Da un controllo incrociato è emerso anche che la persona in questione non ha mai ritirato i mastelli per la raccolta differenziata. Di fatto, quindi, si tratta di un inquinatore abituale. Per la questione caro bollette questa famiglia avrebbe dovuto ricevere 73 euro: abbiamo deciso di sospendere il contributo. Lo avranno solo quando ripuliranno l’area che hanno sporcato e si metteranno in regola con la differenziata”.
E fino a quando non pagheranno una multa di un importo compreso tra i 50 ed i 600 euro. “Proprio così – conferma Carlucci -. È una questione economica e morale. Parliamo di un nucleo familiare che in passato ha beneficiato anche di altri contributi. La fiscalità generale di un’amministrazione comunale, se questa deve andare in giro a raccogliere i rifiuti abbandonati, sopporta una spesa in più. Questa famiglia, che la comunità aiuta, ha causato un danno alla comunità – conclude -. E non è corretto sotto tutti i punti di vista”.





