Si è chiusa quasi all’alba a Trani la nona edizione del Festival Internazionale del Tango, a cui hanno partecipato complessivamente oltre 1.000 appassionati della danza argentina, centinaia dei quali provenienti da tutto il mondo: Canada e California, Montecarlo ed Emirati Arabi, Giappone e da ogni angolo dell’Europa. E poi da Lazio, Veneto, Sicilia, Toscana, Abruzzo e chiaramente da tutta la Puglia. Hanno partecipato ai seminari pomeridiani e alle suggestive milonghe serali nella scenografia incantevole della Cattedrale sul mare di Trani.
Nel corso delle serate si sono esibiti importanti maestri e ogni sera ha suonato un’orchestra dal vivo. Un programma di qualità, premiato dalla grande partecipazione degli amanti di questo ballo emozionante e incredibilmente sensuale. Tra loro anche Emiliana e Vito, fidanzati 18enni, lei di Trani, lui di Noicattaro, entrambi con la sindrome di Down. “Emiliana ama il tango – spiegano gli organizzatori – e ha trascinato Vito tutte le sere a guardare le milonghe. In chiusura di festival, così, gli organizzatori li hanno invitati a una lezione con Giovanni Eredia e Isabella Fusi, due maestri che a Firenze fanno un lavoro proprio con ragazzi disabili”.
Non è un caso che uno dei festival più amati dai tangueri di tutto il mondo si svolga a Trani: la città di Pantaleone Piazzolla, pescatore e nonno di Astor, l’inventore del tango moderno, genio della musica, morto il 4 luglio di 30 anni fa a Buenos Aires. Argentino come Piazzolla è anche il direttore del festival di Trani, Miguel Angel Zotto, eletto tra i tre più grandi ballerini di tango di tutti i tempi. Con lui sua moglie, la bellissima e bravissima ballerina Daiana Guspero. Tra gli appassionati che non hanno perso una lezione anche un barboncino di 2 anni che la danza argentina ce l’ha nel sangue ed anche nel nome. I suoi padroni, infatti, hanno deciso di chiamarlo proprio Tango.




