Ci sarà ancora da attendere per il numero unico per le emergenze. Il nuovo 112, annunciato come ormai pronto dall’ex responsabile della Protezione Civile pugliese Mario Lerario, poi travolto dai ben noti scandali, che in realtà necessiterà ancora di una serie di interventi prima di essere attivato.
La notizia viene fuori dopo le audizioni in Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, dove il nuovo responsabile Nicola Lopane, subentrato lo scorso dicembre, ha spiegato nel dettaglio le tempistiche aggiornate e il dettaglio della spesa necessaria per il nuovo strumento. Il numero unico 112 per le emergenze, ricordiamo, servirà per smistare direttamente le chiamate di emergenza verso le centrali di secondo livello competenti, siano esse quelle delle forze dell’ordine territorialmente competenti, per esempio, o siano esse quelle dei servizi di assistenza sanitaria. Un compito per il quale serviranno più di 120 operatori già reclutati e in attesa di prendere servizio.
Il nuovo numero, la cui istituzione è stata prevista a livello nazionale e che è già presente in molte regioni, ha richiesto solo per l’adeguamento strutturale dei tre plessi individuati (uno a Bari, l’altro a Foggia e l’altro a Campi Salentina) già più di 3 milioni di costi, a cui se ne aggiungeranno altri per l’adeguamento sismico che il precedente dirigente Lerario avrebbe completamente ignorato, secondo quanto emerso dalle audizioni. Costi a cui aggiungono quelli per le apparecchiature tecnologiche, tra gli altri, e quelli per il personale.
Non sono mancate neanche le polemiche per la scelta di tre distinte sedi anziché un’unica struttura, questione rispetto alla quale è stata spiegata la necessità di garantire la continuità del servizio anche in caso di calamità che rendessero inoperativo uno dei plessi. Probabile, inoltre, che anche la regione Basilicata, una volta partito il servizio pugliese, si appoggi su questa infrastruttura pregio pagamento di un canone. Sempre che questa volta si riesca veramente a partire.





