A Bari la Polizia locale ha sequestrato un deposito di materiali pericolosi e denunciato due persone. Tutto è partito da una segnalazione telefonica, venerdì mattina, al personale della Polizia Giudiziaria ed ecologia, che ha fatto scattare l’ispezione in un’impresa artigiana, attiva nella gestione di abrasivi, mastici e levigatura su pietre.
Al titolare dell’azienda, che è risultata avere rilevanti potenziali impatti sulla produzione di rifiuti pericolosi e speciali, è stata chiesta l’esibizione, tra gli altri documenti, del registro di carico e scarico dei rifiuti. Dalla consultazione dello stesso registro è emerso il mancato aggiornamento, con l’ultima annotazione risalente a novembre 2021.
Dalla successiva ispezione del posto, effettuata dagli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria del Comando di Via Aquilino, è emerso che all’interno di un locale di circa 300 metri quadri erano presenti rifiuti speciali e rifiuti pericolosi e non; nello specifico, è stata accertato che erano statti accatastati alla rinfusa bidoni metallici e in plastica contenenti residui di sostanze chimiche e diluenti utilizzati per la produzione di abrasivi e la levigazione di pavimenti. In un cortile attiguo sono state scoperte due cisterne, occultate da griglie metalliche, colme di materiale fangoso, che si è proceduto a far analizzare da personale dell’Arpa Puglia.
Ravvisandosi gli estremi per la contestazione dell’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti, due persone sono state denunciate: rischiano sanzioni con pena dell’arresto da 3 mesi a 2 anni o con l’ammenda fino a 26mila euro. L’area con i rifiuti è stata sequestrata.







