La Guardia di Finanza di Monopoli, al termine di una complessa indagine di polizia giudiziaria diretta dalla Procura di Bari, ha delineato, nella sua interezza, “un articolato sistema di frode – spiegano le Fiamme Gialle – mirato all’ottenimento di indebiti e consistenti vantaggi fiscali connessi all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. L’attività ha coinvolto 7 società operanti nel settore della lavorazione del legno e nel commercio all’ingrosso di pallets, che hanno così sottratto a tassazione oltre 26,5 milioni di euro”.
Lo schema fraudolento, “meglio conosciuto come ‘frode carosello’ – spiegano ancora i finanzieri – si concretizzava nella documentazione di costi di società ‘fantasma’ rappresentate, formalmente, da una serie di ‘prestanome’: delle cosiddette ‘teste di legno’, senza esperienza manageriale e nella maggioranza dei casi nullatenenti o gravati da precedenti penali o di polizia. Tutte società prive di dipendenti, di asset patrimoniali, di una sede effettiva, di strutture organizzative e di mezzi aziendali”.
In alcuni casi, i documenti di trasporto redatti da queste società “documentavano un carico di tre volte superiore alla capacità del veicolo, già di per sé inidoneo a percorrere le lunghe tratte pianificate, segnalando alla guida autisti apparentemente impiegati nel medesimo lasso temporale a Napoli, Roma e sul territorio pugliese. Imprese, pertanto, costituite al solo fine di consentire ad altri operatori economici di evadere le imposte attraverso la falsa giustificazione contabile di cessioni di beni, in realtà mai avvenute”.
In tutto 10 persone, tra amministratori di fatto e di diritto, sono state denunciate a vario titolo per utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa o infedele dichiarazione, occultamento e distruzione di documentazione contabile. “Al provvedimento di natura cautelare reale emesso dal Gip su richiesta della Procura, con contestuale sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie e dei beni immobili e mobili registrati degli amministratori – concludono dalla Guardia di Finanza – si affiancano ulteriori proposte di sequestro al vaglio dell’Autorità Giudiziaria”. Il principale promotore dell’attività criminale è stato localizzato in Campania.







