Il gup di Bari Giuseppe Montemurro ha disposto il rinvio a giudizio per il direttore generale del Policlinico Giovanni Migliore ed altri tre dirigenti medici, accusati di omicidio colposo omissivo in relazione al suicidio di un 56enne di Triggiano che nel 2019 si lanciò dalla finestra della sala d’attesa del reparto di neurologia. L’accusa, rappresentata in udienza dal pubblico ministero Giuseppe Maralfa, contesta agli imputati di non aver attuato tutte le contromisure per la prevenzione del rischio del suicidio del paziente in ospedale, previste dalla raccomandazione numero 4 del 2008. Nell’imputazione per omicidio colposo, la Procura evidenzia che il suicidio seguiva due casi analoghi avvenuti nel padiglione Murri di Medicina interna, nel gennaio e nell’ottobre 2015.
L’ipotesi di falso, invece, è contestata al professor Alessandro Dell’Erba, responsabile della Gestione rischio clinico e sicurezza del paziente del Policlinico. Avrebbe inoltrato all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari i report relativi agli anni 2016, 2018, 2019 e 2020 sul monitoraggio dell’applicazione della raccomandazione ministeriale, «attestando falsamente – secondo i pm – che era implementata e applicata a regime in tutti le 73 unità operative aziendali».
Ha scelto invece di essere giudicata con rito abbreviato Maria Trojuano, direttore dell’unità di neurologia, per la quale è stata chiesta una condanna a 8 mesi di reclusione: per lei la sentenza arriverà il prossimo 28 gennaio.
Per gli altri il processo prenderà il via il prossimo 3 giugno davanti al Tribunale monocratico







