Il vetro rotto dell’auto parcheggiata regolarmente per strada è solo l’ultimo episodio di altri subiti negli anni dall’avvocata Mariella Leone, residente del quartiere murattiano. La zona incriminata, nello specifico, è quella di piazza Umberto, dove la donna vive da sempre, prima con i suoi genitori e ora con la sua famiglia. Quella che lei stessa definisce “terra di nessuno”. Dopo aver ritrovato l’auto con un vetro sfondato, nonostante all’interno non ci fosse nulla da rubare, la professionista ha deciso di sporgere denuncia, come ogni cittadino dovrebbe fare, pur consapevole di rischiare di non cavarne un ragno dal buco.
“Purtoppo qui la situazione è fuori controllo – sottolinea Leone, intervistata da Telebari – E pensare che il quartiere murattiano dovrebbe essere considerato ‘il salotto’. E invece nella zona di piazza Umberto non si può più circolare. È pericoloso e io ho paura per me e per i miei figli. Tempo fa sono stata anche palpeggiata per strada, mentre a mio figlio 14enne hanno rubato un cappellino. È successo a mezzogiorno e al centro della piazza, piena di gente”. A questo, sempre secondo il racconto fornito dalla donna, si aggiunge anche un altro danneggiamento all’auto, “un pugno dato sulla carrozzeria, forse da qualcuno dei tanti ubriachi che si aggirano di notte”.
L’appello, quindi, è lo stesso già riportato da altri residenti; un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine. “Abbiamo vissuto un breve momento di tranquillità solo nel periodo natalizio – precisa l’avvocata – quando in piazza Umberto c’erano i mercatini di Natale, accompagnati da un presidio fisso di Polizia. Ora è tornato tutto come prima. Eppure, quando ero bambina piazza Umberto era un luogo di ritrovo per giocare con gli amici”. Una piazza che, assieme all’area a ridosso della stazione centrale, è diventata anche un centro nevralgico per lo spaccio, senza dimenticare gli altri problemi, meno denunciati. “Uno su tutti riguarda la presenza di zingari che rovistano nei cassonetti dei vestiti per rivendere gli stessi abiti a gruppi di stranieri che si ritrovano ogni settimana in piazza Moro. La situazione è evidentemente insostenibile – conclude Leone – eppure basterebbe solo un po’ di attenzione in più. Noi, da soli, non possiamo difenderci”.







