Sei persone – originarie di Bari e Bitonto, Andria e Bisceglie – sono state arrestate dai carabinieri con le accuse, contestate a vario titolo, di rapina a mano armata con sequestro di persona commessi ai danni di un autotrasportatore, riciclaggio e ricettazione di auto rubate nonché favoreggiamento reale e personale. Cinque sono finiti in carcere e uno ai domiciliari. Si tratta di Michele Carrara originario di Bitonto, Giuseppe Frappampina barese 40enne, e altre quattro persone originarie di Andria e Bisceglie: Nicola Rella, 71 anni, Francesco Fortunato 62 anni, Riccardo Guglielmi e Giuseppe D’Avanzo di 53 anni. I fatti contestati al gruppo criminale, radicato a Trani e Andria, sono accaduti il 24 marzo scorso sulla strada provinciale 231 nella zona di Corato.
Gli indagati, quel giorno, “utilizzando due diverse auto riuscirono a bloccare il camionista mentre stava raggiungendo la sede aziendale a bordo di un TIR carico di salumi, destinati alla grande distribuzione, per un valore di circa 200mila euro – spiegano i carabinieri in una nota -. Dopo essersi impossessati del camion, con la minaccia delle armi, avevano costretto l’autista a salire a bordo di una delle loro macchine, privandolo della libertà personale per il tempo necessario a compiere le operazioni di trasbordo del carico, che avvenivano in un’area di parcheggio dove i banditi agivano indisturbati anche grazie alla connivenza di due custodi, su un altro mezzo nella loro disponibilità. Il camionista veniva poi rilasciato in area rurale di Terlizzi, poco distante dal mezzo da lui condotto, depredato del carico”.
L’indagine, inoltre, ha consentito di individuare la base logistica utilizzata dalla banda per occultare le auto di grossa cilindrata utilizzate per compiere le azioni criminali. Due di queste – una Alfa Romeo Stelvio e una Audi A4 SW, rinvenute e sottoposte a sequestro – equipaggiate con arnesi da scasso, radio ricetrasmittenti, nonché chiodi a tre punte da utilizzare per bloccare le auto delle forze dell’ordine in caso di inseguimento.






