Ancora un grave episodio di violenza all’interno della Casa Circondariale di Bari. Nella giornata del 2 ottobre, un agente della Polizia Penitenziaria è stato brutalmente aggredito da un detenuto. Secondo quanto ricostruito, al termine di un colloquio con i propri familiari, il detenuto, rientrando nel reparto di assegnazione, ha chiesto con insistenza di poter conferire immediatamente con il comandante. L’agente addetto all’accompagnamento, rilevato che il comandante era in quel momento impegnato per altre urgenze e che non era possibile interrompere le attività del settore colloqui – dove diversi altri detenuti attendevano ancora di incontrare i propri familiari – lo ha invitato a rientrare nella propria camera. Allo stesso tempo, l’agente lo ha rassicurato che avrebbe potuto comunque rappresentare le sue problematiche tramite l’agente di sezione, per essere successivamente riaccompagnato dal comandante e sottoporgli le proprie istanze.
Una risposta che, tuttavia, ha scatenato la furia del detenuto. Prima con frasi minacciose, poi con violenza fisica, l’uomo ha colpito l’agente con pugni e schiaffi al volto. Solo il pronto intervento di altri poliziotti presenti nelle vicinanze ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente. Il poliziotto aggredito, dolorante e visibilmente scosso, è stato immediatamente accompagnato al pronto soccorso cittadino, dove i medici hanno riscontrato un trauma facciale e stabilito una prognosi di diversi giorni.
“Ormai le aggressioni all’interno delle carceri sono diventate all’ordine del giorno – denuncia il segretario generale della Fns Cisl Bari-Bat, Giannicola Girone – ed è inconcepibile che un servitore dello Stato possa rientrare a casa con un trauma facciale, se gli va bene. Il grido di allarme che arriva dalla Fns Cisl è forte e chiaro: non possiamo aspettare che ci scappi il morto. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria deve intervenire con strumenti concreti a tutela della Polizia Penitenziaria. Gli organici sono ormai al collasso e non reggono più il confronto con il numero crescente di presenze detentive”.
Girone aggiunge: “I nostri agenti sono lasciati soli in prima linea. Dietro ogni divisa ci sono lavoratori che affrontano quotidianamente rischi enormi, spesso senza mezzi adeguati. Chiediamo rispetto, tutele e un intervento immediato, perché la sicurezza degli istituti e di chi vi opera non può più essere rimandata”.







