Sta collaborando con gli inquirenti l’ex assessore alle Attività produttive del Comune di Modugno, Antonio Lopez, finito in carcere il 5 novembre scorso per voto di scambio politico-mafioso, nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Bari che ha svelato un sistema di compravendita di voti intrecciata, per i personaggi coinvolti, alle amministrative del Comune di Bari del 2020 e del 2024, e alle elezioni per il parlamento europeo del 2024.
Lopez, secondo quanto ricostruito dalle indagini dei finanzieri del Gico di Bari coordinati dal pm antimafia Fabio Buquicchio, sarebbe stato eletto nel 2020 grazie all’interessamento del fratello del boss Savinuccio, Michele Parisi, deceduto alcuni mesi fa, con il quale avrebbe stretto un patto affaristico. Ma non solo, gli stessi voti sarebbero stati spostati poi sull’attuale sindaco del comune barese, Nicola Bonasia, eletto con liste civiche al ballottaggio e indagato nella stessa inchiesta. In cambio, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe promesso un posto di lavoro ad uno degli arrestati.
Dopo tre settimane di carcere e “dichiarazioni auto ed etero accusatorie rese con dovizia di particolari”, ha chiesto e ottenuto l’attenuazione della misura cautelare, passando agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico in un’abitazione di Toritto. La decisione è stata presa dal gip del tribunale di Bari, Giuseppe Montemurro, con parere favorevole del pm nel quale si evidenzia, in particolar modo, la sua condotta collaborativa. Per il giudice, inoltre, viste le sue dimissioni dall’assessorato, le esigenze cautelari possano ritenersi affievolite.







