Una donna è stata trovata legata a una sedia, senza acqua né possibilità di fuggire, all’interno di un casolare abbandonato nel rione Salinella di Taranto. È l’epilogo di una vicenda di violenze e minacce che nella mattinata di Capodanno ha portato la polizia all’arresto di un 29enne originario del Gambia, accusato di averla sequestrata e maltrattata perché si rifiutava di prostituirsi.
Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, l’intervento è scattato dopo che le urla della donna hanno attirato l’attenzione di una pattuglia della Squadra Volante. Entrati nel casolare, gli agenti si sono trovati davanti a una scena drammatica: la vittima era immobilizzata con lacci e nastro adesivo alle caviglie e ai polsi, in stato di forte choc. Liberata e accompagnata in Questura, ha raccontato agli investigatori mesi di soprusi.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Francesca Colaci, hanno consentito in poche ore di individuare il presunto responsabile, ora in carcere. L’uomo deve rispondere di sequestro di persona, stalking, lesioni aggravate e tentata violenza sessuale. Secondo quanto ricostruito, le violenze sarebbero iniziate già a marzo, con minacce, percosse e l’uso di armi bianche per costringerla a prostituirsi o a consegnare denaro. In un’occasione le avrebbe provocato anche ustioni alle dita con un coltello arroventato.
Durante la perquisizione del luogo in cui il 29enne viveva sono stati sequestrati una cintura e un coltello con lama di 22 centimetri. L’uomo comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto.







