Giuseppe Rogondino e Giancarlo Mondello, in qualità rispettivamente di datore di lavoro e coordinatore della sicurezza, sono stati condannati dal tribunale di Bari a distanza di 10 anni dai fatti, a due anni di reclusione (pena sospesa) per la morte dell’operaio Michele Losacco, precipitato il 15 ottobre 2015 da un’impalcatura durante lavori di ristrutturazione della facciata della sede Rai di via Dalmazia, a Bari. La decisione dei giudici rispecchia completamente la richiesta del pm Ignazio Abbadessa.
Condannata anche la società edile ‘Rogondino Costruzioni srl’, ritenuta responsabile dal punto di vista amministrativo: pagherà, come richiesto dalla Procura, 320mila euro, oltre al risarcimento dei danni in favore della parte civile di 10mila euro e alle spese del procedimento. Assolti per non aver commesso il fatto il committente dei lavori per la Rai, il noleggiatore della piattaforma mobile, Giovanni Mastrogiacomo in qualità di legale rappresentante della società Alta Edilizia srl (assistito dall’avvocato Angelo Loizzi) e il collega che installò la piattaforma, Francesco Aresta (difeso dall’avvocato Maria Castrucci). Losacco, secondo quanto ricostruito, stava lavorando su una piattaforma mobile a un’altezza di 25 metri e non avrebbe avuto casco e imbragatura a proteggerlo. L’impalcatura, peraltro, non aveva misure di protezione laterali a impedire la caduta.







