Sette perquisizioni ad altrettante persone e un ordine di consegna sono in corso tra Bari, Treviso e Bergamo nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sugli appalti truccati alla Asl di Bari. Dei 7 decreti di perquisizione personale, locale e informatica, 6 sono nei confronti di pubblici ufficiali (tre in tutto) e imprenditori (gli altri tre) residenti nel Barese.
L’odierna operazione è svolta nell’ambito di un’attività di indagine delegata al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, e che riguarda l’aggiudicazione nel 2024 e 2025 di due appalti pubblici di forniture per un ospedale del circondario, del valore complessivo di 1,3 milioni di euro, da parte dell’Azienda Sanitaria Locale di Bari alle due imprese.
I destinatari del provvedimento di perquisizione sono indagati, in concorso tra loro e a vario titolo, per le ipotesi di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti. I provvedimenti rientrano negli sviluppi del primo filone d’inchiesta che a novembre 2024 svelò un sistema pilotato di affidamento degli appalti, nella Asl Bari, a imprenditori amici in cambio di denaro e regali. Furono arrestate 10 persone, altre 7 erano indagate.
Tra gli arrestati, l’ex direttore dell’area tecnica della Asl, Nicola Sansolini, ritenuto il dominus dell’operazione. A seguito della misura cautelare, poi, il funzionario decise di collaborare con gli inquirenti e in un lungo interrogatorio, alla presenza del suo difensore, l’avvocato Antonio La Scala, illustrò agli investigatori il funzionamento del sistema corruttivo, aprendo anche nuovi fronti su cui indagare. Tra questi, quello che ha condotto alle perquisizioni di oggi.







