Avrebbero istituito un sistema parallelo di erogazione di prestazioni sanitarie a pagamento all’interno di strutture pubbliche, utilizzando sistematicamente i locali e le dotazioni di una Asl leccese per visite private non autorizzate ed incassando direttamente i compensi. Con queste accuse un dirigente medico e una infermiera sono stati arrestati e messi ai domiciliari da carabinieri del Nas di Lecce che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare emessa dal gip del Tribunale di Lecce. I due sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in peculato, falso ideologico aggravato, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale.
Massimo Trianni, il cardiologo dirigente medico dell’Asl Lecce arrestato, era al suo ultimo giorno di lavoro. Da domani andrà in pensione. I carabinieri del Nas gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari alle 8 del mattino, quando era già in servizio nel suo ambulatorio di cardiologia nel distretto Asl/Le di piazzetta Bottazzi. L’infermiera sua collaboratrice, raggiunta dallo stesso provvedimento, da tempo invece non risulta in servizio per motivi di salute.
Il provvedimento nasce da un’indagine su scala nazionale nel 2025 su disposizione del Comando carabinieri per la tutela della salute di Roma, focalizzata sul monitoraggio delle attività libero-professionali intramurarie. I due avrebbero utilizzato strutture e mezzi della Asl per visite private non autorizzate, eludendo i canali ufficiali di prenotazione (Cup) ed introitando direttamente i compensi nonché, relativamente al medico, anche le indennità di esclusività garantite dal contratto, per un totale di almeno 52.000 euro. Questo sistema avrebbe anche danneggiato il funzionamento delle liste d’attesa nonché le risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale.