La Guardia di Finanza del Comando Provinciale BAT ha nuovamente eseguito un decreto di sequestro preventivo impeditivo nei confronti di un commerciante di Andria, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Il provvedimento, che interessa l’intero compendio aziendale e disponibilità finanziarie per circa 640 mila euro, arriva al termine di un iter giudiziario complesso culminato con la conferma del sequestro da parte del Tribunale del Riesame, in seguito all’annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione.
Le indagini e l’accusa di trasferimento fraudolento
L’inchiesta, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Barletta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, era scattata nel settembre del 2025. Al centro degli accertamenti vi era l’omessa comunicazione da parte dell’indagato — attivo nel settore del commercio di autoveicoli — delle variazioni del proprio patrimonio, un obbligo esplicito previsto dal codice antimafia per i soggetti gravati da misure di prevenzione.
Dalle verifiche è emerso che l’uomo, mentre si trovava agli arresti domiciliari per reati legati a maltrattamenti e atti persecutori in famiglia (la fattispecie nota come “Codice Rosso”), avrebbe cercato di blindare i propri affari. Nel tentativo di eludere possibili provvedimenti ablativi sui suoi beni, avrebbe intestato o conferito a un soggetto terzo del tutto estraneo all’azienda una procura e ampie deleghe per operare sui conti correnti aziendali. Tale condotta ha configurato l’ipotesi di reato di trasferimento fraudolento di valori.
La vicenda giudiziaria: dal Riesame alla Cassazione
La battaglia legale ha visto una prima fase in cui il Tribunale del Riesame di Trani aveva accolto l’istanza della difesa, annullando il sequestro preventivo iniziale e ordinando la restituzione dei beni all’indagato.
Tuttavia, la Procura della Repubblica di Trani ha proposto ricorso per Cassazione. Gli Ermellini hanno accolto le argomentazioni dell’accusa, annullando l’ordinanza del Riesame e ordinando un nuovo giudizio. All’esito della nuova valutazione, il Tribunale ha definitivamente rigettato l’istanza difensiva, confermando la piena sussistenza dei presupposti di legge per la misura cautelare reale.
Nelle prime ore della mattinata, i Finanzieri di Barletta hanno così dato nuovamente esecuzione al provvedimento, apponendo i sigilli all’azienda e bloccando i beni e i capitali riconducibili al commerciante andriese fino alla concorrenza della somma stabilita.







