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venerdì 3 Dicembre 2021
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Bari, estorcevano denaro a imprenditore del Libertà: 8 condanne nel clan Strisciuglio

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La Corte di Appello di Bari ha confermato, riducendo in parte le pene, 8 condanne nei confronti di altrettanti affiliati al clan Strisciuglio di Bari ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione aggravata, tentata estorsione e minaccia in concorso, reati tutti aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso.

Vittima del gruppo criminale sarebbe stato un imprenditore edile del quartiere Libertà che denunciò le richieste estorsive del clan. All’imprenditore i pregiudicati avrebbero chiesto “un caffè per Vituccio”, cioè per il capo clan Vito Valentino, e “4 o 5 mila euro per fargli trascorrere un buon Natale”, avrebbero poi preteso la consegna di un’auto aziendale, una Range Rover, e 100mila euro.

“Mi devi dare le chiavi della macchina tua e 100mila euro, se no – lo avrebbero minacciato – vi sparo a tutti quanti” perché “qua comandiamo noi al quartiere Libertà, se no adesso ti faccio scrivere nome e cognome sulle lapidi”. L’imprenditore sarebbe anche stato minacciato affinché ritirasse la denuncia.

Nel processo si è costituita parte civile l’Ance, associazione nazionale costruttori edili. Nel dettaglio la Corte ha condannato Marino Massari alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione, Giuseppe Lavopa a 4 anni, Nicola Abbrescia e Vito Antonio Zotti a 3 anni e due mesi, Vincenzo Cicinato e Francesco Stefanachi a 3 anni, Simone Schingaro a 2 anni e Matteo Ranieri a 1 anno di reclusione con pena sospesa.


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