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lunedì 19 Aprile 2021
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Raid punitivo, botte e minacce di morte per questioni di droga: arrestati a Bari 9 affiliati al clan Strisciuglio – VIDEO

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I carabinieri di Bari, all’alba di oggi, hanno messo in manette 9 affiliati al clan Strisciuglio eseguendo così, con il supporto dello squadrone eliportato dei Cacciatori di Puglia e del nucleo cinofili, altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Bari su disposizione della DDA. Gli arrestati erano tutti liberi e ritenuti affiliati o contigui alla ramificazione dell’organizzazione mafiosa operante nel quartiere San Pio-Enziteto di Bari.

I reati contestati, a vario titolo e in concorso, sono di lesioni aggravate dall’aver commesso il fatto in più di cinque persone, alla presenza di un minore e con l’utilizzo di un’arma, violenza privata, atti persecutori, violazione di domicilio e, per uno di loro, di violenza sessuale nei confronti della madre del ragazzo aggredito. Tutti i reati contestati sono aggravati, altresì, dall’aver agito con metodo mafioso e per motivi abietti.

L’indagine trae origine da una violenta aggressione avvenuta il 19 maggio scorso ai danni di un ragazzo di 23 anni mentre era nella sua abitazione di Palese con i suoi genitori e il nipote minorenne. A seguito degli accertamenti effettuati, infatti, gli inquirenti hanno ricostruito la causa dell’evento: un contrasto maturato negli ambienti dello spaccio di droga, in seno al gruppo criminale degli Strisciuglio che ad oggi opera, tra l’altro, proprio nei quartieri di San Pio, Palese e Santo Spirito.

Il raid è avvenuto in tarda serata ed è stato condotto da 8 persone che hanno agito come un vero e proprio branco: in modo organizzato, tutti a volto scoperto, con fare spregiudicato e con la palese convinzione di rimanere impuniti. Alcuni di loro hanno fatto i “pali” mentre gli altri sono entrati nell’abitazione, hanno aggredito la madre che cercava di proteggere suo figlio e si sono avventati sul ragazzo colpendolo violentemente con un tirapugni. La donna ha cercato in tutti i modi di salvaguardare suo figlio e mentre provava ad allontanarli, uno di loro l’ha anche palpeggiata più volte.

Grazie alle immagini di sistemi di videosorveglianza, alle dichiarazioni delle vittime e alle fonti di prova raccolte, quindi, i carabinieri hanno identificato e denunciato 7 degli 8 componenti del gruppo, oltre che il mandante della spedizione punitiva. Il ragazzo aggredito, a seguito di quanto accaduto, ha deciso di collaborare con la giustizia ed è stato scortato in una località protetta insieme al suo nucleo familiare. A pochi mesi dal brutale pestaggio, però, anche altri familiari del ragazzo, residenti nel quartiere di Santo Spirito, sono rimasti vittime di gravissime minacce di morte e di atti persecutori compiuti dalla suocera del mandante dell’aggressione, per costringerli a lasciare la propria abitazione: anche la donna, così, è stata arrestata e portata in carcere.

In relazione a gli ultimi reati è stata contestata l’aggravante dei motivi abietti, rappresentati dal fatto che gli stessi sarebbero stati posti in essere a titolo di “reazione punitiva” rispetto alla scelta di collaborare con la giustizia del giovane, per riaffermare il prestigio e il predominio del gruppo nel territorio.


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