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martedì 19 Ottobre 2021
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Bitonto, uccise la moglie con 10 coltellate. Dalla Corte d’Appello arriva uno ‘sconto’: pena ridotta a 15 anni

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La Corte d’Appello di Bari ha ridotto da 18 a 15 anni di reclusione la condanna inflitta nei confronti Mustafà Ouslati, 44enne di origini tunisine, imputato per l’omicidio volontario pluriaggravato della moglie 29enne Maria Grazia Curtone, uccisa il 3 novembre 2016 con 10 coltellate al culmine di un litigio nella loro casa a Bitonto.

L’uomo, stando alla ricostruzione fatta dai carabinieri coordinati dalla Procura di Bari, avrebbe colpito la donna, prima alle spalle e poi con altri 9 colpi all’addome, con un coltello da 20 centimetri. Dopo il delitto tentò il suicidio, lanciandosi dal terzo piano dell’appartamento dove la coppia, con i tre figli minorenni, abitava da alcuni mesi, ospiti della madre di lei.

La sentenza di primo grado era stata emessa al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. I giudici dell’appello hanno condiviso la ricostruzione dei fatti, confermando la responsabilità per tutte le accuse – l’omicidio e i maltrattamenti in famiglia – confermando anche il risarcimento danni nei confronti delle costituite parti civili – la mamma, i fratelli e i figli della vittima – ma riducendo la pena.

Ouslati, difeso dall’avvocato Francesco Ruggiero, è detenuto in carcere dal giorno dell’omicidio dopo l’arresto in flagranza.


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