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giovedì 15 Aprile 2021
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Truffa aggravata ai danni dell’Inps, associazione per delinquere scoperta dalla Finanza di Barletta: nei guai 21 persone

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Finanzieri del Comando Provinciale di Bari appartenenti alla Compagnia del Gruppo di Barletta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 21 persone: 6 di loro, cinque finiti agli arresti domiciliari e uno in carcere, avevano costituito un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dell’Inps.

Le indagini svolte da parte delle Fiamme Gialle di Barletta, in sostanza, hanno smascherato un complesso, sistematico e radicato meccanismo fraudolento messo in atto mediante tre società di commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli operanti a San Ferdinando di Puglia. Le tre società, tutte riconducibili a un unico dominus, si avvalevano di altrettanti procacciatori di manodopera attivi nel reclutare falsi braccianti agricoli sulle piazze dei comuni di San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli, Margherita di Savoia e Barletta.

In questo contesto, il sistema fraudolento era basato sulla falsa assunzione da parte delle tre società di circa 300 braccianti agricoli residenti nella BAT, per poi procedere al successivo licenziamento degli stessi, in modo tale da creare “artificiosamente” i presupposti per beneficiare delle indennità di disoccupazione o maternità corrisposte dall’Inps: i rapporti di lavoro fittizi si protraevano, infatti, per il periodo strettamente necessario ai fini del riconoscimento della spettanza degli strumenti di protezione sociale.

La consistente sproporzione delle assunzioni dei lavoratori rispetto al reale fabbisogno delle società e l’inquadramento riservato agli stessi assolutamente incoerente rispetto alla natura delle imprese, ha portato i finanzieri ad approfondire ancora di più i primi controlli. Ulteriori accertamenti che hanno consentito di accertare la totale assenza di attività lavorativa concretamente prestata, ma contrattualizzata al solo fine di consentire la percezione indebita di indennità di disoccupazione in seguito al licenziamento e il conseguimento di settimane utili ai fini pensionistici.

I soggetti assunti dalle società, a distanza di un lasso temporale utile a far maturare i diritti previsti dalla normativa vigente, venivano licenziati e presentavano domanda di indennità di disoccupazione che, una volta indebitamente ottenuta e accreditata, veniva dagli stessi riversata nelle mani del dominus del sodalizio criminoso: le citate condotte illecite poste in essere generavano, dunque, non solo un immediato quanto ingente nocumento all’Inps ma, soprattutto, in prospettiva futura, anche la creazione di pensioni di braccianti agricoli che non avevano mai esercitato.


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