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mercoledì 14 Aprile 2021
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Usura a Bari: 13 arresti tra Japigia, San Pasquale e San Paolo. In 6 percepivano il reddito di cittadinanza – VIDEO

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Un vasto giro di usura è stato scoperto dal nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari. I militari, quindi, in queste ore hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone: 5 di loro – di età compresa tra i 66 ed i 35 anni – sono finite in carcere, mentre 8 – tra gli 81 ed i 29 anni – sono stati costretti agli arresti domiciliari. Dalle indagini è emerso anche che 6 degli arrestati erano beneficiari del reddito di cittadinanza.

Le complesse indagini hanno disvelato condotte di usura di tipo “domestico” per centinaia di migliaia di euro, poste in essere nel periodo compreso tra il 2011 e il 2020 prevalentemente da donne appartenenti a quattro nuclei familiari, nei confronti di loro vicini di casa residenti nei quartieri popolari Japigia, San Pasquale e San Paolo. Il “modus operandi” dell’attività usuraria prevedeva la restituzione della somma prestata in un arco temporale compreso tra una settimana e 6 mesi con l’applicazione di tassi di interesse annui fino a oltre il 5.000%.

Spesso gli usurai costringevano le loro vittime a pagare gli interessi anche ricorrendo a violenze e minacce: “Se non paghi vengo e ti sbrano”, si sente in alcune intercettazioni, e ancora “Se non paghi ti brucio l’auto”, “Ti mando mio figlio con la pistola” e “Ti faccio saltare in aria”. Inoltre, per i prestiti ottenuti vigeva la regola del “salto rata”: la vittima – laddove non fosse stata in grado di pagare, alla scadenza, la rata pattuita – era costretta a versare una “penale”, denominata “solo interesse”, ammontante al 50% della rata mensile prevista, con la conseguenza che il debito residuo rimaneva inalterato e che i tempi di estinzione del prestito si allungavano.

Le attività investigative hanno consentito di accertare che le singole rate dei prestiti usurari erano corrisposte in contanti o attraverso la ricarica di carte postepay prepagate intestate agli stessi usurai, nonché a persone loro vicine. Oltre a famiglie con gravi difficoltà economiche, sono caduti nella morsa dell’usura impiegati, commessi ed operai. A alcuni dei quali anche accaniti giocatori di bingo, lotto, slot machine e gratta e vinci, tanto che, in una circostanza, una vittima, evidentemente ludopatica, si è ritrovata in difficoltà tali da dissipare intere fortune, arrivando persino a vendere l’abitazione nella quale viveva.

Nel corso delle indagini, in più, è stato possibile accertare che una delle aguzzine – nonostante le misure restrittive imposte dall’ultimo lockdown – non aveva esitato, pur di vedersi regolarmente pagata la rata mensile, a recarsi presso l’abitazione della sua debitrice e farvi ingresso, con la forza, priva dei dispositivi di protezione, nonostante nella casa vi fosse un’anziana allettata, con gravi problemi di salute.


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