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Altamura, “mascherine online a 40 euro durante il lockdown”: chiesto processo per truffa

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Per gli eccessivi rincari sul prezzo delle mascherine fatti durante il lockdown di un anno fa, la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per la titolare di un’azienda di Altamura, la Milo Srl, per i reati di manovre speculative sul mercato e truffa aggravata.

“In presenza di una grave rarefazione nel mercato nazionale di mascherine e altri presidi individuali di protezione, merci da considerarsi di ‘prima necessità’ a causa dell’emergenza da Covid-19”, l’indagata, ipotizza la Procura, dal 21 febbraio al 4 marzo 2020 avrebbe messo in vendita i Dpi, tramite la piattaforma e-commerce di Amazon, “con ricarichi dei prezzi medi via via crescenti, in tal modo imponendo sul mercato un prezzo medio progressivamente maggiorato e largamente superiore a quello medio di vendita praticato fino al 20 febbraio, applicando ricarichi sul prezzo massimo di vendita sino al 1.534,94% rispetto a quello di acquisto”.

In particolare, l’imprenditrice si sarebbe procacciata 11.720 mascherine pagandole tra 1,12 e 2,69 euro ciascuna, per poi rivenderle al prezzo di minimo 9,99 euro, fino a 43,98 euro. Nello stesso periodo la ditta avrebbe venduto, sempre online, confezioni contenenti 5 mascherine del tipo ‘ffp3’ ad un prezzo di 199,90 euro, di cui 99,90 per il prodotto e 100 per la spedizione, “inducendo in errore il pubblico acquirente che, anche in virtù della particolare situazione psicologica di paura determinata dalla diffusione sempre più crescente della malattia Covid-19, acquistava complessivamente 16 confezioni focalizzando l’attenzione sul dichiarato costo di 99,99 ossia circa 20 euro cadauna, già di per sé sproporzionato, quando in realtà il costo effettivo, sarebbe stato pari a 40 euro cadauna, da considerarsi altamente sproporzionato e speculativo”.