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giovedì 15 Aprile 2021
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Manoscritti e reperti archeologici venduti online: 5 denunce. Carabinieri di Bari recuperano 60 beni culturali

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Vendita di beni archivistici e di reperti archeologici su piattaforme di e-commerce: è la nuova frontiera dei traffici illeciti di beni culturali attraverso il web imposta dalla pandemia. In questo contesto, i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale di Bari, coordinati dalla Procura di Trani, in due distinte operazioni hanno denunciato cinque persone per i reati di ricettazione, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato e violazioni in materia di alienazione di beni culturali. Nell’operazione sono stati recuperati, inoltre, più di 60 tra manoscritti e manufatti ceramici.

Nel primo caso si trattava di un annuncio riguardante manoscritti sulla storia di Barletta, provenienti dall’archivio diocesano di Trani, trafugati negli anni da ignoti nelle chiese di Santa Maria Maggiore e San Giacomo. La perquisizione domiciliare eseguita nei confronti di un 40enne barlettano ha consentito di recuperare e sequestrare 17 volumi, di inestimabile valore culturale, in vendita online per poche centinaia di euro. L’esame tecnico, curato dai funzionari della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia, ne ha attestato l’autenticità e la datazione al periodo compreso fra il 1562 e il 1830.

Nel secondo caso si tratta di diversi reperti archeologici risalenti al IV-III secolo a.C. provento di scavi clandestini in territorio dauno e destinati a impreziosire gli ambienti di due residenze private. I 44 manufatti ceramici di pregio sono stati dichiarati autentici e di rilevante valenza culturale dai funzionari della Soprintendenza archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e della BAT.


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