C’è anche il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Trani che oggi ha portato all’arresto di 16 persone – 10 in carcere e 6 ai domiciliari – per reati di corruzione relativi a presunte tangenti per appalti al Comune di Molfetta. Minervini, accusato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, non è tra i destinatari della misura cautelare. Complessivamente gli indagati sono 41: 34 persone fisiche e 7 società. I reati contestati a vario titolo sono turbativa d’asta, corruzione, falso, depistaggio e peculato.
In carcere sono finiti l’ex assessore comunale ai lavori pubblici Mariano Caputo e l’ex consigliera comunale Anna Sara Castriotta, il funzionario comunale Orazio Lisena e sette tra imprenditori e progettisti: Riccardo Di Santo, Andrea Ladogana, Valerio Di Gregorio, Domenico Tancredi, Paolo Conforti, Francesco e Pasquale Ieva.
Agli arresti domiciliari il presidente della commissione di gara di uno degli appalti pilotati, Vincenzo Manzi, e altri 5 tra imprenditori e dipendenti delle aziende coinvolte: Francesco Sancilio, Mauro Giancaspro, Michele Palmiotti, Maurizio Bonafede, Vito De Robertis.
Numerosi gli appalti finiti sotto la lente degli investigatori: i lavori di riqualificazione delle strade (asfalti e basolati) e delle piazze Immacolata e Aldo Moro, la messa in sicurezza delle ciminiere dell’ex cementificio, la progettazione del nuovo teatro comunale, la ricostruzione della scuola per l’infanzia Gianni Rodari, i lavori di riqualificazione della biblioteca comunale e della Cittadella degli Artisti e la realizzazione del nuovo stadio di atletica leggera. Secondo la Procura di Trani tra luglio 2018 e agosto 2020 il Comune avrebbe proceduto indebitamente agli affidamenti diretti senza fare le gare, favorendo imprenditori “amici”, in cambio di denaro e favori.






