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sabato 31 Luglio 2021
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Maltratta la compagna, lei scappa e va dai carabinieri. Finimondo quando a casa arriva la pattuglia: arrestato a Grumo

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Momenti di follia l’altra sera a Grumo dove, dopo ore davvero concitate, un uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, violenza e minaccia a Pubblico Ufficiale. A finire in manette è stato un 60enne già noto alle forze dell’ordine, con un passato da estremista alle spalle, diversi precedenti per detenzione abusiva di armi, nonché autore di un omicidio, commesso negli anni 80, per il quale ha già scontato una condanna a 18 anni di reclusione.

La vicenda inizia con la compagna del 60enne che riesce a fuggire di casa per sottrarsi alle reiterate violenze dell’uomo, a raggiungere una vicina abitazione per chiedere aiuto e a contattare i carabinieri per denunciare tutti i soprusi subiti. Un caso eclatante di maltrattamenti fisici e psicologici in cui la donna era ormai priva di poter avere relazioni sociali di qualsiasi tipo onde evitare di scatenare la furia dell’uomo, accecato dalla gelosia.

Proprio quella notte, a seguito dell’ennesima lite e del comportamento violento dell’uomo, la donna era riuscita a scappare dalla propria abitazione per chiedere aiuto, temendo ormai seriamente per la propria incolumità. Raccolta la deposizione della vittima, i militari, ben conoscendo il suo compagno e avendo il fondato timore che potesse detenere armi e quindi che potesse arrecare un danno a sé o a terzi, hanno deciso di raggiungere immediatamente casa della coppia: un casolare collocato fuori dal centro abitato di Grumo dove è accaduto il finimondo.

Appena arrivati, infatti, i carabinieri sono stati subito accolti con minacce di morte. Il 60enne, barricato in casa, ha poi guadagnato il tetto del casolare, legato una corda al comignolo del camino e realizzato un nodo scorsoio all’altra estremità. “Allontanatevi – ha detto quindi ai militari – altrimenti prima vi uccido e poi mi ammazzo”. È iniziata così un’estenuante trattativa, portata avanti anche con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, altri rinforzi e personale del 118. Nel corso della mediazione, il 60enne, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha iniziato ad assumere un non meglio precisato numero di farmaci e alcolici. Continuando a minacciare i militari che, nel frattempo, si erano ormai portati in prossimità del tetto.

Ad un tratto, il micidiale cocktail assunto dal 60enne ha iniziato a fare effetto: l’uomo si è accasciato e ha perso i sensi. Soccorso prima in loco e poi in ospedale, è stato dichiarato in arresto. Piantonato per oltre 24 ore presso il nosocomio di Altamura, quando è stato dichiarato fuori pericolo di vita è stato rinchiuso nel carcere di Bari.


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